Edoardo Frittoli

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La storia di Maserati comincia da un altro marchio automobilistico di prestigio: Isotta Fraschini. E' infatti a Milano che il fondatore del marchio del tridente comincia la sua carriera come meccanico e pilota sportivo, introdotto dal fratello maggiore Carlo.

Si trasferisce a Bologna nel 1914 per conto di Isotta Fraschini e alla fine dell'anno fonda ufficialmente l'azienda "S.A. Officine Alfieri Maserati", dove comincia la produzione di candele e accumulatori. Pochi anni più tardi suo fratello Mario, artista, disegnerà il logo della casa, ispirandosi al tridente della fontana di Nettuno a Bologna.

Nel 1926 esce dalle Officine Maserati la prima auto progettata da Alfieri, la "Tipo 26" di soli 1.500cc di cilindrata, su chassis ereditati dalla marca torinese Diatto in via di liquidazione. La monoposto bolognese è un fulmine, e il fratello di Alfieri, Ernesto, la spinge a 167 km/h. Il nome si fa largo tra i facoltosi appassionati e piloti dell'epoca, ma l'anno successivo Alfieri ha un incidente gravissimo che lo priva di un rene.

Con altri piloti, tra cui Borzacchini, la Maserati infrange tutti i record di velocità tra il 1929 e il 1930. Nel 1932 il fondatore, Alfieri Maserati, muore per le conseguenze dell'incidente del 1927. Nel 1933 arriva Tazio Nuvolari che inizia a correre su una 8CM che vincerà moltissime gare ufficiali fino al 1934. Nel 1937 i fratelli Maserati cedono l'azienda al gruppo siderurgico Orsi.

L'entrata dell'Italia in guerra, nel 1940 impone la sospensione della produzione di vetture da corsa e segna lo spostamento della sede da Bologna a Modena, concentrata nella produzione di candele e batterie.

La produzione automobilistica riprende nel 1946 con una vettura, per la prima volta, stradale. La A6, una granturismo uscita dalla matita di Pininfarina. Il 1946 segna la fine della famiglia Maserati in azienda quando Ernesto, Ettore e Bindo fondano la OSCA, carrozzeria dedicata esclusivamente a prototipi da corsa.

La nascita della Formula 1 vede accentuarsi la rivalità con Ferrari. La casa del tridente si affida a Juan Manuel Fangio. Per Modena, ogni gran premio è un derby cittadino. Dopo un passaggio in Ferrari, Fangio torna in Maserati e vince il mondiale nel 1957. 

Nel settore gran turismo a farla da regina è la 3500 GT del 1960, scelta in una versione extralusso dallo scià di Persia. Nel 1964 debutta la prima Maserati con il nome di un vento, la Mistral. Successivamente viene lanciato sul mercato un modello glorioso, la Quattroporte, una berlina di generose dimensioni ma dal propulsore potentissimo.

La crisi degli anni '70 mette la proprietà Orsi in condizioni di dover rafforzare l'azionariato. Il marchio del tridente si unisce al "double chevron" di Citroen, che concepisce una nuova ammiraglia, la SM, con il cuore propulsore Maserati. 

La repentina uscita del partner francese da Maserati, getta il marchio in grave crisi. Sarà rilevato dall'imprenditore argentino Alejandro De Tomaso nel 1975. La gestione, durante la quale viene prodotta la Biturbo, una delle berline di maggiore diffusione del marchio. 

Nel 1993 il pacchetto azionario è ceduto a Fiat che poi lo passerà a Ferrari nel 1997. Dal 2002 si aprono le porte del mercato USA, con i modelli Spyder e la rinnovata Quattroporte. Nel 2005 Maserati torna di nuovo a Fiat Group che, dal 2013 stabilisce la produzione nel ex stabilimento Bertone di Grugliasco, alle porte di Torino. Attualmente la produzione è di 4 modelli: Quattroporte, Ghibli, Granturismo, Grancabrio.

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