Inaugura l'8 ottobre all'Arengario di Monza la mostra fotografica Vivian Maier, Nelle sue mani. In esposizione, oltre 100 scatti - per la maggior parte mai esposte in Italia -dell'artista newyorkese, riconosciuta post mortem tra le maggiori esponenti della street photography statunitense. 

Nata a New York da madre francese e padre austriaco, Vivian Maier (1926-2009) trascorse la maggior parte della sua giovinezza in Francia, dove cominciò a scattare le prime fotografie utilizzando una modesta Kodak Brownie. Tornata a vivere negli Stati Uniti nel 1951, iniziò a lavorare come tata per diverse famiglie; una professione che manterrà per tutta la vita. Fotografa per vocazione, Vivian non usciva mai di casa senza la macchina fotografica al collo e scattava compulsivamente con la sua Rolleiflex, accumulando negli anni una grande quantità di rullini, in gran parte rimasti non sviluppati.

Tra la fine degli anni '90 e i primi anni del nuovo millennio, rimasta senza fissa dimora e dovendo affrontare gravi difficoltà economiche, a causa dei mancati pagamenti per l'affitto del box dove aveva immagazzinato la sua produzione, la donna vide i suoi negativi andare all’asta per pochi dollari. Parte del materiale venne acquistato "al buio" nel 2007 da John Maloof che, affascinato dalla misteriosa fotografa in cui si era imbattuto, inizia a cercare gli altri suoi lavori, ricostruendo poi nel tempo un archivio di oltre 120.000 negativi: un vero e proprio tesoro, fino ad allora completamente sconosciuto. 

Attraverso un racconto per immagini - fotografie in bianco e nero, e a colori, e pellicole super 8 mm - il percorso espositivo descrive Vivian Maier da vicino, lasciando alle opere stesse la narrazione anche degli aspetti più intimi e personali della sua produzione. Non mancano i suoi ormai celebri autoritratti, in cui il suo sguardo severo si riflette negli specchi o nelle vetrine, e dove la sua lunga ombra invade l’obiettivo: quasi una firma, un presentarsi al pubblico che non ha mai voluto o potuto incontrare. 

Con uno spirito curioso e una particolare attenzione ai dettagli, Vivian ritrasse le strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ciò che le scorre davanti agli occhi. Il suo lavoro mostra il bisogno di salvare la "realtà" delle cose trovate nei bidoni della spazzatura o buttate sul marciapiede. Pur lavorando nei quartieri borghesi, dai suoi scatti emerge la fascinazione verso gli esseri umani e gli oggetti "lasciati da parte" e un'affinità emotiva nei confronti di chi lotta per rimanere a galla. Tutte immagini profonde, e mai banali, che mostrano uno spaccato originale della vita americana nella seconda metà del XX secolo.

Vivian Maier. Nelle sue mani
a cura di Anne Morin
8 ottobre 2016 – 8 gennaio 2017
Arengario di Monza, Piazza Roma

La mostra Vivian Maier. Nelle sue mani è promossa dal Comune di Monza, prodotta e organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma Chroma photography, John Maloof Collection e Howard Greenberg Gallery, New York; ed è realizzata con la consulenza scientifica di Piero Pozzi. 

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