Rita Fenini

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Artista cinese di fama internazionale, Liu Bolin è noto in tutto il mondo per i suoi "ritratti mimetici", straordinarie performances in cui grazie ad un accurato e totale body painting l'artista si fonde (e si confonde) perfettamente con lo spazio circostante.

Al MUDEC di Milano vengono presentate più di cinquanta sue opere, realizzate non solo a Pechino (in opposizione al governo cinese), New York, Londra, ma anche in Italia, compresi due scatti inediti realizzati alla Galleria Borghese di Roma e al Castello Sforzesco di Milano, oltre ai lavori della serie Migrants.

Dove e Quando

La mostra “Visible Invisible” apre al pubblico dal 15 maggio fino al 15 settembre 2019

Ad ospitarla gli spazi del MUDEC - Museo delle Culture di Milano in Via Tortona, 56 a Milano

L'esposizione è pensata ad hoc per gli spazi espositivi del MUDEC, promossa dal Comune di Milano-Cultura, MUDEC e prodotta da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE, in collaborazione con BOXART Gallery, a cura di Beatrice Benedetti

La mostra

Le fotografie di Liu Bolin hanno diversi livelli di lettura.

Dietro lo scatto fotografico, che si conclude in un momento, c’è lo studio, l’installazione, la pittura, la performance dell’artista: un processo di realizzazione che dura anche giorni, a dimostrazione di come un’immagine fotografica artistica non sia mai frutto di un caso, ma la sintesi di un processo creativo spesso complesso, che rivela la coscienza dell’artista e la sua intima conoscenza della realtà in tutta la sua complessità.

Tra le immagini di Liu Bolin - che possiamo dividere in "serie" sulla base del tema affrontato o del luogo oggetto dell’attenzione artistica del performer -
esposte a Milano anche le fotografie del ciclo Shelves, “scaffali”: di fronte a lunghe distese di scaffali di supermercati, Liu Bolin scompare tra scatolame e verdure, evocando un’immagine forte, ossessiva e totalizzante, come lo è il nostro bisogno consumistico in cui prodotto e consumatore finiscono per identificarsi e annullarsi.

Da segnalare anche il ciclo Migrants - tema particolarmente caro al MUDEC - dove Liu Bolin ha coinvolto altri performers, ovvero dei rifugiati ospiti di alcuni centri d’accoglienza in Sicilia: in questo caso, l’identificazione con lo sfondo lascia il posto alla spersonalizzazione dell’io e di un popolo, che non ha più volto se non quello della disperazione umana e della denuncia sociale.

In mostra infine anche l’abito dipinto usato per la realizzazione dello scatto nei depositi del MUDEC e video documentali.

Lui Bolin, cenni biografici

Nato nel 1973 nella provincia nordica dello Shandong, Liu Bolin si è formato alla prestigiosa Accademia Centrale d’Arte Applicata come studente del noto artista Sui Jianguo, suo mentore agli inizi della carriera.

Conosciuto soprattutto per la serie di foto/performance Hiding in the City (in cui tocca i temi universali del rapporto uomo-natura e tra pensiero e potere politico), la sua ricerca delle relazioni e degli opposti è iniziata nel 2006 nel Suojia Village di Pechino, smantellato nel novembre dello stesso anno dalle autorità. Da allora, non si è ancora arrestata.

Fin dalla sua prima personale a Pechino (1998), il lavoro di Liu Bolin ha ricevuto ampi ed importanti riconoscimenti internazionali: tra gli altri eventi, le sue foto e le sculture tipiche della sua produzione sono state esposte nel più importante festival di fotografia contemporanea Les Recontres d’Arles e ha tenuto mostre personali alla Dashanzi Art Zone di Pechino (2007), alla Galleria Bertin-Toublanc di Parigi (2007), da Eli Klein Fine Art a New York (2008) e alla Galleria Boxart di Verona (2008/2010).

Oggi vive e lavora a Pechino


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