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A dieci anni dalla morte del celebre fotografo francese, scomparso il 3 agosto 2004 all'età di 95 anni, inaugura oggi al Museo dell’Ara Pacis di Roma la mostra Henri Cartier-Bresson, in programma fino al 25 gennaio 2014. 

Ripercorrendo l'intera produzione del grande maestro, la retrospettiva - curata da Clément Chéroux, storico della fotografia e curatore presso il Centre Pompidou di Parigi - propone una nuova lettura dell'immenso corpus d’immagini realizzate durante la sua intera esistenza: in esposizione, oltre a 350 stampe d’epoca, dalle fotografie più conosciute e iconiche alle immagini meno note, anche disegni, dipinti, film e numerosi altri documenti tra cui quotidiani, ritagli di giornali, riviste e libri manoscritti. 

Organizzata in prospettiva cronologica, offre due percorsi paralleli, sulla storia del XX secolo e sull'evoluzione artistica del grande maestro, ripercorrendo i tre grandi periodi della sua produzione: quello delle frequentazioni con i surrealisti, dei primi passi in fotografia e dei primi grandi viaggi (1926-1935); quello dell'impegno politico, del lavoro per la stampa comunista e dell'esperienza con il cinema (1936-1946); e infine quello che va dalla creazione dell'Agenzia Magnum Photos fino alla cessazione dell'attività di fotografo (1947-1970), con l'eccezione dei ritratti, per tornare a dedicarsi alla pittura.
Il percorso espositivo è diviso in nove parti, corrispondenti alle diverse fasi della vita e del lavoro di Cartier-Bresson, così titolate: IntroduzionePrime fotografie, Viaggi fotografici, L’impegno politico, 
Le guerre, Il reporter, Il reporter professionista, La fotografia dopo la fotografia e 
Ricognizione

Accompagna la mostra un ampio catalogo pubblicato da Contrasto, con saggi di studiosi ed esperti e testi inediti di Cartier-Bresson.


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