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IBM batte tutti: record di brevetti nel 2014

In dodici mesi l’azienda statunitense ne ha prodotti più di 7.000, al primo posto da 22 anni di fila

ibm think

Antonino Caffo

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Sono 7.534 i brevetti prodotti negli USA da IBM nell’anno appena trascorso, un vero e proprio record che permette alla società di mantenere la posizione leader nella speciale classifica per il 22esimo anno consecutivo. Dietro di lei il vuoto visto che le varie Accenture, Amazon, Google, HP, Intel e Oracle assieme non riescono a raggiungere la cifra di Big Blue che ha mantenuto una media di 20 registrazioni al giorno presso l’ufficio brevetti degli Stati Uniti. Secondo Ginni Rometty, CEO di IBM, la ricerca e lo sviluppo di nuove soluzioni è la sola chiave che può permettere ad una compagnia di andare avanti in questi difficili anni soprattutto nel settore hi-tech dove non si può rimanere indietro; il rischio è di non riuscire a recuperare terreno e ritrovarsi a combattere per non affondare.

Il vantaggio della nuvola

Gran parte dei brevetti registrati da IBM nel 2014 riguardano progetti per il cloud, sicurezza, social e analytics, senza dimenticare smartphone e tablet, piattaforme imprescindibili per clienti privati e aziende. Non a caso nell’ultimo quinquennio IBM ha raddoppiato la produzione di brevetti per le aree citate, mostrando come sia possibile innovare anche in campi che sembrano saturi. Discorso a parte merita il supercomputer Watson, parte focale dello studio di IBM su intelligenza artificiale e tecnologia cognitiva. La sfida per il futuro sarà proprio questa: applicare i migliori brevetti (non tutti vengono realizzati) alla diffusione di nuovi strumenti che possano migliorare la vita delle persone, sia nel quotidiano che nel mondo del lavoro. Il record di IBM si riferisce agli ultimi 12 mesi ma fa impressione il numero di brevetti ottenuti in 22 anni: più di 81.500 nei soli Stati Uniti.

La classifica

Dietro a IBM si rincorrono, molto distaccate, Samsung Electronics, Canon, Sony e Microsoft. In salita rispetto allo scorso anno Google e Apple che hanno registrato rispettivamente 2.556 e 2.003 brevetti nel 2014 con un incremento del 39% e del 13% rispetto al 2013. Numeri che raccontano di un costante aumento della creatività americana. Per la prima volta infatti la cifra totale dei brevetti registrati nel 2014 ha superato quota 300.000 anche se parte del merito va a ricercatori stranieri. Sono infatti il 49% le aziende estere che hanno depositato brevetti negli Stati Uniti con una crescita incalzante di giapponesi e cinesi.

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