Facebook batte le stime e cresce nel mobile

Risultati trimestrali per il social network di Mark Zuckerberg: positivi - e superiori alle attese per certi versi - ma salgono notevolmente anche i costi e scende l'utile netto. Intanto, aumenta la presenza nel mobile

Credit: Matt Harnack / Facebook

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Resi noti i dati della trimestrale di Facebook ; e se alcune cifre sono davvero interessanti e i segnali positivi ci sono, le prospettive sul lungo periodo sono ancora tutte da scoprire.

Facebook batte le stime, con un utile di 17 cents per azione contro i 15 previsti (escluse le spese straordinarie).

Eppure, l'utile netto scende del 79% in un anno a causa dell'aumento dei costi, fattore che non mancherà di farsi sentire almeno per tutto il 2013. Ancora investimenti - in server e data center, ad esempio, ma anche in Graph Search che sembra stare piuttosto a cuore a Mark Zuckerberg - e quindi ancora spese.

Il dato più positivo è quello relativo agli introiti pubblicitari che giungono dal settore mobile: sono ora il 23% del totale, decisamente in crescita. La presenza su smartphone e tablet - o meglio l'abilità a monetizzare in questo settore - era finora uno dei punti deboli del social network, ma le cose sembrano avviarsi in una direzione decisamente positiva in questo campo. Nel trimestre appena concluso gli utenti mobili sono stati 680 milioni contro i 604 del trimestre precedente: "Il 2012 è l'anno in cui Facebook è diventato una mobile company", è il commento del CFO David Ebersman .

5 milioni di dollari arrivano da pagamenti non relativi ai giochi: si tratta soprattutto dei famosi "post promossi".

Gli utenti sono cresciuti del 25% rispetto a un anno prima: 1,06 miliardi. La perdita di oltre 150 milioni di utenti negli Stati Uniti dopo il quasi-divorzio da Zynga sembra quasi non aver avuto impatto sul totale complessivo.

Il quadro è quindi positivo, anche se non entusiasmante: e la borsa risponde a tono, facendo l'altalena ma non troppo, intorno ai 30-31 dollari per azione. Ancora lontano dal picco di 45 dollari toccato poco dopo lo sbarco sul Nasdaq, ma fortunatamente anche dalle pericolose quotazioni sotto i 20$ di solo qualche mese addietro.

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