Tasi, ecco come dovranno pagare gli inquilini

I Comuni hanno stabilito la percentuale di competenza degli affittuari che dovrà essere versata con modello F24

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Giuseppe Cordasco

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Parlando di Tasi, la nuova tassa tassa sugli immobili, spesso si dimentica una delle sue novità più importanti: per la prima volta infatti a pagare saranno chiamati non solo i proprietari di abitazioni, ma anche gli eventuali inquilini. Una novità sottovalutata al punto che a oggi tanti affittuari non sanno assolutamente come dovranno comportarsi. Proviamo allora a mettere in chiaro alcuni punti fermi sull’argomento, con la preventiva precisazione che molti aspetti della questione sono contenuti nelle delibere comunali che proprio in questi giorni sono state rese note.

TASI, I PARADOSSI DELLA NUOVA TASSA

Innanzitutto gli inquilini saranno chiamati a pagare una percentuale del totale della Tasi che potrà andare da un minimo del 10% a un massimo del 30%, con una media che, prendendo in considerazione tutte le amministrazioni locali che finora hanno reso note le percentuali in questione, si fissa intorno al 20%. Occhio dunque alle delibere comunali sopra citate, perché in esse gli inquilini dovranno andare ad identificare la percentuale di pertinenza della città in cui abitano. Fin qui però era la legge a parlare, e non possono esserci dubbi. Ma come dovrà comportarsi poi materialmente l’inquilino per calcolarsi la quota esatta di sua pertinenza e per effettuare il versamento? Per cercare di fare luce su questi aspetti più pratici, abbiamo interpellato Franco Galvanini, responsabile fiscale Caf Cisl.

TUTTO SULLA TASI

“Gli affittuari dovranno innanzitutto chiedere al proprio padrone di casa quale sia la rendita catastale dell’immobile in cui abitano. Una volta ricevuta questa informazione – continua Galvanini -, dovranno effettuare i calcoli che per legge servono a stabilire l’entità della Tasi. Ossia rivalutare il tutto del 5% e moltiplicare, nel caso di abitazioni, per un fattore 160. A questo punto avranno ottenuto il valore dell’immobile, sul quale applicheranno l’aliquota della Tasi che il proprio Comune di residenza avrà deciso di applicare sulle case locate. In questo modo – aggiunge il tecnico del Caf Cisl – otterranno il valore complessivo della Tasi da pagare, a cui applicheranno la percentuale di loro competenza”. Come si vede dunque i calcoli che proprietari e inquilini dovranno fare sono praticamente gli stessi, a parte la percentuale finale di competenza.

TASSE SULLA CASA E DELIBERE COMUNALI

“Dunque – nota Galvanini – potrà anche darsi il caso di un proprietario che, avendo già fatto i conti, comunichi al proprio inquilino la quota di sua pertinenza. Ma quest’ultimo dovrà fidarsi pienamente del proprio locatore, perché in caso di errori comunque sarebbe lui a pagare”. In ogni caso comunque, e questo è bene sottolinearlo, i versamenti di inquilini e proprietari dovranno avvenire in maniera separata. “Anche gli affittuari dunque – dice ancora Galvanini –  dovranno utilizzare il modello F24 oppure il bollettino postale per pagare la propria quota di Tasi. Tra l’altro, se quest’ultima fosse di entità modesta, potranno scegliere anche di versare per intero il dovuto il prossimo 16 ottobre. In caso contrario, pagheranno una prima metà per quella data e il saldo il 16 dicembre. Non è invece possibile – conclude Galvanini - saldare il conto pagando tutto il dovuto a dicembre”.

CASA, GIOIE E DOLORI DEI CONTRIBUENTI

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