Tari, ecco gli immobili che non pagheranno

Uffici e magazzini che smaltiscono in proprio rifiuti terziari, non dovranno versare la tassa sull’immondizia

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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C’è voluta la sentenza di una Commissione tributaria provinciale, nello specifico quella di Roma, per fare chiarezza sugli immobili che dovranno o non dovranno pagare la Tari, la nuova imposta sulla spazzatura. Con una decisione presa in seguito al ricorso di un’azienda, la Ctp della Capitale ha infatti stabilito che uffici e magazzini che autosmaltiscono rifiuti terziari, non dovranno pagare la tassa sui rifiuti. Con la dicitura di rifiuti terziari si intendono tutti quei prodotti, come imballaggi, plastica o pedane in legno, utilizzati per il trasporto in sicurezza di materiale necessario all’attività produttiva. Si tratta quindi di una decisione che riguarda migliaia e migliaia di imprese che spesso hanno immobili nei quali, anche come attività intermedia a quelle strettamente produttiva, vengono accolte e immagazzinate le merci necessarie poi all’attività. Lo stesso vale per i tanti uffici che smaltiscono in proprio tutto ciò che si utilizza normalmente per impacchettare prodotti di cancelleria e simili.

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Tra l’altro nell’occasione la Ctp di Roma ha fornito altre indicazioni molto utili sulle modalità con cui trattare gli eventuali avvisi di pagamento della Tari che si ricevono dal Comune. In particolare i giudici tributari hanno ricordato agli enti locali che qualsiasi pretesa di pagamento di un’imposta deve essere motivata in maniera puntuale. Nel caso in questione, l’azienda che ha fatto ricorso si era visto negare la richiesta di esenzione senza nessuna spiegazione, ma con il semplice invio della notifica di pagamento, alla cui scadenza erano scattate le normali procedure di infrazione. Secondo i giudici invece, le amministrazioni locali devono sempre motivare con precisione la natura delle proprie decisioni, permettendo quindi anche alle Commissione stesse di avere un quadro quanto mai preciso dei contorni giuridici delle questioni che arrivano sul proprio tavolo.


Nella vicenda che ha dato luogo alla sentenza sopra ricordata, il fatto che il Comune di Roma non avesse in nessun modo giustificato la sua richiesta di pagamento dando puntuale risposta alla domanda di esenzione, è stato dunque uno degli elementi tenuti in grande considerazione dai giudici per decidere sull’accaduto. Con il senno di poi comunque, non si può non rilevare che la tenacia e la caparbietà con cui l’azienda ricorrente ha cercato di far valere i propri diritti fiscali, avranno ricadute molto positive per migliaia e migliaia di altre realtà imprenditoriali che, proprio sulla base della sentenza della Ctp di Roma, potranno evitare il pagamento della Tari su tanti immobili in cui appunto lo smaltimento dei rifiuti terziari avviene in modo autonomo.

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