Swissleaks: le prossime rivelazioni

Hervé Falciani annuncia nuovi colpi di scena. Coinvolti circa 7mila italiani, con oltre 3 mila verifiche per oltre 740 milioni sottratti al fisco

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Hervé Falciani a processo nel 2013 in Spagna per aver rivelato le liste di nomi della banca HSBC che hanno evaso in Svizzera – Credits: GettyImages

Redazione Economia

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"Non è finita qui. Abbiamo le prove
 di nuovi scandali. Altre banche saranno coinvolte". Hervè 
Falciani, l'uomo che ha rivelato la lista della Hsbc, in un'
intervista al Sole 24 Ore promette nuove rivelazioni: "Abbiamo 
dato vita a una piattaforma internazionale e siamo in contatto con persone che
 hanno fornito le prove di altri scandali che diventeranno di
 dominio pubblico e che riguarderanno anche la sfera bancaria.
 Stiamo lavorando con i sindacati francesi, con alcuni paesi
 africani e con le autorità del Belgio. Stiamo creando una rete
 internazionale che comprende anche la Spagna".


Commentando la pubblicazione dei nomi della sua lista, dice
 che il suo "obiettivo non è mai stato quello di far conoscere i 
nomi ma di far capire che esiste un sistema industriale che 
all'interno delle grandi banche private opera per aggirare le
 regole. È un sistema che conosce molto bene le leggi e che
 proprio per questo riesce a evitarle. E lo fa a tutti i
 livelli". In Italia - aggiunge - le regole "sono talmente 
complesse che rendono impossibile il contrasto all'evasione 
fiscale. I magistrati non hanno occhi per piangere e sono
 costretti ad archiviare le inchieste. Condoni e prescrizione 
sono state le due pietre tombali".

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Gli italiani coinvolti

Oltre tremila verifiche, 741 milioni di redditi non dichiarati finiti in Svizzera e sottratti al fisco, un migliaio di italiani che hanno scudato i propri depositi facendo rientrare un tesoretto di un miliardo e 600 milioni e obbligando così decine di procure italiane, complice anche la prescrizione, ad archiviare centinaia di inchieste. Finora, tra i nomi italiani più fragorosi, ci sono quelli di Valentino Rossi, Flavio Briatore e dello stilista Valentino che erano già emersi anni fa, assieme a quelli degli altri stilisti Renato Balestra, Sandro Ferrone e Giuseppe Lancetti, del gioielliere Bulgari, della soubrette Elisabetta Gregoraci, del presidente della Confcommercio di Roma Cesare Pambianchi, dell'attrice Stefania Sandrelli, della principessa Fabrizia Aragona Pignatelli, di Francesco D'Ovidio Lefebre e di tanti altri tra cui anche società come Telespazio, colosso specializzato in armamenti e sistemi di difesa.

Il ruolo della procura di Torino

Capofila dei nuovi accertamenti, ancora una volta, potrebbe essere la procura di Torino, che fu la prima nel 2010 ad aprire un fascicolo e che successivamente invio le carte a 120 procure, competenti in base al principio del luogo di residenza della persona indagata. Un anno fa, infatti, i magistrati piemontesi si sono rivolti ai colleghi spagnoli chiedendo di poter consultare i dati in loro possesso dal 2013 e provenienti anch'essi dall'archivio sottratto alla Hsbc da Hervè Falciani.

Nel 2010, quando scoppiò lo scandalo, l'Italia ottenne ufficialmente due diverse liste, entrambe dalle autorità francesi. La prima è quella che arrivò alla Gdf nel maggio del 2010 attraverso la cooperazione amministrativa ai fini fiscali e conteneva, appunto, oltre 5.400 nominativi. Oltre 2.100 non sono stati presi in considerazione: i soggetti indicati non avevano fatto alcuna movimentazione. Per gli altri 3.276 sono partiti i controlli ispettivi che hanno consentito di accertare redditi non dichiarati per 741 milioni e Iva dovuta e non versata per 4,5. Ma oltre un terzo di questi soggetti (1.264) non è stato perseguibile in quanto aveva aderito allo scudo fiscale varato dal governo Berlusconi nel 2009. I finanzieri hanno dunque recuperato 30 milioni, mentre 190 persone sono state denunciate per reati tributari e 101 evasori totali sono stati scoperti.

Anche le procure, nella quasi totalità dei casi, si sono viste costrette ad archiviare i procedimenti aperti dopo che la procura di Torino aveva smistato a seconda della competenza territoriale l'elenco ricevuto dalla magistratura di Nizza e contenente 7.094 conti correnti nella disponibilità di italiani, 5.595 soggetti e 133 società. Roma iscrisse 700 persone e solo in un paio di casi si èproceduto alla richiesta di rinvio a giudizio, causa l'intervenuta prescrizione. Ora i magistrati capitolini, qualora dall'inchiesta Swissleaks emergessero nomi nuovi rispetto a quelli già approfonditi, potrebbero tornare ad occuparsi della vicenda. La procura più impegnata fu quella di Milano, che aprì un fascicolo senza titolo di reato e senza indagati per accertare la posizione di oltre 2.100 tra persone e società anche perchè in Lombardia risultava risiedere la maggioranza dei correntisti di Hsbc, il 63%, contro l'11% del Lazio e il 7% del Piemonte.

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