Partite Iva, ecco quando si dovranno pagare le tasse

Il governo ha fatto slittare dal 16 giugno al 6 luglio la scadenza per i versamenti delle imposte di circa 4 milioni di autonomi

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Buone notizie per circa 4 milioni di partite Iva per le quali il governo ha deciso un posticipo sulle scadenze dei versamenti delle tasse relative al 2015. Con un provvedimento ad hoc, emanato dal Ministero dell’Economia è stato deciso di far slittare dal 16 giugno al 6 luglio la scadenza ultima per il versamento delle imposte riguardanti appunto l’anno in corso. Stiamo parlando degli esborsi legati alle dichiarazioni dei redditi, a quelle Irap e ancora alle cosiddette dichiarazioni unificate annuali.

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In particolare, ad essere interessati dalla misura saranno tutte quelle partite Iva per le cui attività economiche sono stati elaborati degli studi di settore oltre a quelle che beneficiano di agevolazioni fiscali. Questo significa dunque che non tutti i professionisti e i lavoratori autonomi in generale potranno usufruire di questa scadenza posticipata. Il decreto messo a punto dal governo dovrebbe infatti interessare complessivamente, come accennato, una platea di circa 4 milioni di autonomi appartenenti, tra gli altri, alle categorie dei cosiddetti contribuenti minimi, ossia quelli per i quali è prevista per cinque anni un’imposta sostitutiva al 5% per redditi inferiori ai 30mila euro lordi, e per i cosiddetti forfettari.

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Con quest’ultima espressione si fa riferimento al nuovo regime fiscale agevolato per le partite Iva introdotto dall'ultima legge di stabilità che prevede, tra l'altro, soglie di reddito variabile in base all'attività e un'imposta sostitutiva del 15%. Con questa misura il governo decide in modo pratico di andare incontro alle richieste di slittamento delle scadenze dei versamenti fiscali che in queste settimane erano arrivate da più parti. A lamentarsi sono stati soprattutto i consulenti fiscali. Commercialisti, tributaristi, consulenti del lavoro, tutti uniti nel lamentare i ritardi con cui sono stati messi in condizione di effettuare il proprio lavoro. Uno dei temi più controversi ha riguardato il software Gerico, lo strumento informatico rilasciato direttamente dall’Agenzia delle entrate con cui materialmente si eseguono i calcoli sui versamenti delle imposte.

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La sua versione beta infatti è stata messa a disposizione dei professionisti del fisco solo il 15 maggio, mentre per quella definitiva si è dovuto attendere addirittura il 27 maggio. E come se questo non bastasse, il decreto contenente la revisione degli studi di settore, ai quali sono stati assoggettati una serie di nuove categorie professionali, è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale solo il 21 maggio scorso. Il combinato disposto di questi due ritardi “burocratici”, ha fatto sì che molti studi fiscali denunciassero con forza la limitatezza dei tempi per effettuare i calcoli e le implementazioni necessarie a stabilire gli importi dei versamenti. Da qui le richieste di posticipo, che ora il governo ha deciso di ascoltare, stabilendo una nuova scadenza fiscale.

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