Tasse

Fisco, ecco come difendersi dai controlli sui conti correnti

Si avranno due mesi di tempo per contestare eventuali incongruenze rilevate sui nostri movimenti finanziari

(Credits: Imagoeconomica)

Non accenna minimamente a calmarsi il clamore suscitato dal via libera dell’Agenzia delle entrate ai controlli sui nostri conti correnti e, più ingenerale, su tutti i nostri rapporti finanziari. Nonostante le prime indicazioni fornite in contemporanea all’annuncio delle modalità con cui tutti gli operatori finanziari, dalle banche agli uffici postali, dalle Sim alle assicurazioni, dovranno comunicare i dati relativi ai propri clienti, molti aspetti restano ancora avvolti dalle nebbie della burocrazia. In particolare risulta poco chiaro il modo in cui ci si potrà difendere, o perlomeno, delle modalità in cui si potrà rispondere ad eventuali contestazioni che dovessero arrivare dal fisco sulla base dei dati raccolti attraverso il monitoraggio dei nostri rapporti finanziari.

CHI C'E' NEL MIRINO DEL FISCO

Conviene dunque mettere in evidenza quello che fin d’ora l’Agenzia delle entrate ha chiarito circa le modalità con cui avverranno gli scambi delle informazioni e sulla prassi burocratica che in via preliminare verrà seguita nel caso fossero rilevate delle incongruenze tra i nostri movimenti finanziari, le nostre spese e i redditi percepiti.

-Innanzitutto l’Agenzia delle entrate certificherà l’avvenuta presentazione delle comunicazioni, se il risultato dell’elaborazione di controllo formale sarà positivo, con una ricevuta che conterrà l’identificativo del file attribuito dall’utente e il protocollo attribuito al file.

-Il primo problema che si potrebbe porre riguarda la mancata accettazione della comunicazione per errori di carattere formale. In questo caso una nota, costituita da una vera e propria ricevuta, comunicherà la mancata accettazione che in pratica sarà come se la comunicazione non fosse stata presentata. Le motivazioni di questo diniego saranno esplicitate e potranno essere causate ad esempio dalla non adeguatezza delle regole di trasporto, da anomalie nella nomenclatura del file o da irregolarità nella struttura dei dati. Ricordiamo a questo proposito che per le comunicazioni tra Agenzia delle entrate e operatori finanziari è stata messa a punta una specifica piattaforma denominata Sid, Sistema di interscambio dati, che prevede procedure di trasmissioni totalmente automatizzate.

-Nel caso invece venissero rilevate delle incongruenze di merito, ossia fossero evidenziate in via preliminare degli scostamenti troppo evidenti tra quanto comunicato e gli altri dati in possesso all’Agenzia delle entrate (spese effettuate e redditi percepiti), allora scatterà anche in questo caso una comunicazione dettagliata che evidenzierà le eventuali incongruenze rilevate. Dopo aver ricevuto questo esito negativo, il contribuente dovrà valutare le azioni da intraprendere per correggere gli errori che gli saranno contestati. Nel caso poi l’azione correttiva porti alla necessità di comunicare un nuovo file informativo, rivisto e aggiornato, allora l’invio andrà effettuato entro i due mesi successivi alla ricezione della comunicazione della mancata accettazione.

E ORA PARTE ANCHE IL REDDITOMETRO

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