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Bonus figli, come funzionerebbe l’assegno unico per tutti

Il nuovo regime manderebbe in pensione buona parte delle attuali detrazioni, introducendo un solo contributo per tutte le famiglie

Addio agli attuali complicati sconti per le famiglie e tanti saluti a buona parte delle detrazioni che riguardano i figli a carico: se dovesse essere approvato il disegno di legge che introduce il bonus unico, le famiglie in futuro potrebbero contare su un solo contributo mensile uguale per tutte le categorie lavorative e modulato sui valori dell’Isee in modo da andare a scomparire per le famiglie più abbienti. La proposta di riforma in realtà non è una novità dell’ultima ora, visto che il progetto di legge staziona da circa due anni in Parlamento. Ora però sembra essere tornato in auge e la commissione Finanze del Senato potrebbe presto approvarlo.

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Come sempre uno dei nodi più spinosi che rallenta il via libera al nuovo sistema universale di agevolazione fiscale per famiglie, è quello delle coperture. E a rendere più ostica la questione c’è la condivisibile intenzione dei legislatori di estendere i benefici di questo nuovo bonus non solo ai lavoratori dipendenti, ma come detto, anche ad incapienti e autonomi. Tra l’altro per questi ultimi , non potendo esserci interventi di detrazione in fase di pagamento degli stipendi, come accade per i lavoratori dipendenti, il bonus verrebbe elargito direttamente in denaro. Il costo dell'intera operazione, secondo le prime stime, sarebbe di circa 2 miliardi il primo anno e di 4 a regime. Risorse che, è bene ricordarlo, si andrebbero ad aggiungere agli attuali 16 miliardi che già si spendono per le varie forme di sostegno per i figli.

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Stiamo parlando di circa 6,5 miliardi per assegni familiari, 7,5 per le detrazioni per i minori a carico, circa 800 milioni per l'assegno per i nuclei con tre figli minori e 1 miliardo per il bonus bebè introdotto quest'anno. Si tratterebbe quindi di passare da 16 a 20 miliardi complessivi. Ma come funzionerebbe praticamente il nuovo assegno unico familiare? Secondo i firmatari del progetto di legge, il nuovo strumento consentirebbe di coprire  l'85% dei nuclei familiari e sarebbe declinato in tre fasce di età e due soglie Isee.

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Per quanto riguarda queste due ultime, la prima fascia arriverebbe fino a 30mila euro, entro la quale si prenderebbe l'assegno intero; la seconda invece fino alla soglia Isee di 50mila euro entro la quale si percepirebbe l’assegno in forma ridotta. Per importi superiori, come accennato, non ci sarebbe bonus. Le tre fasce riferite invece alle età funzionerebbero in questo modo: l'assegno sarebbe più corposo, nelle prime stime come detto intorno a 200 euro a figlio, nei primi 3 anni di vita, per passare poi a 150 euro al mese fino a 18 anni e ridursi infine a 100 euro al mese fino ai 26 anni.

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