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(Ansa)
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Tasse

Assegno unico per ogni figlio: cosa cambia da gennaio

I nuovi parametri rischiano di penalizzare, invece che aiutare, i genitori con contratto da dipendente

Il meccanismo per stabilire quote e criteri di erogazione dell'assegno unico per ogni figlio è stato perfezionato dal Consiglio dei Ministri e, a partire dal 2022, l'assegno unico inizierà a funzionare a pieno regime anche se i dubbi sulla sua efficacia e operatività restano ancora elevati.

L'assegno, infatti, arriverà previa domanda da presentare a partire da gennaio all'Inps. Gli importi saranno modulati in base all'Isee.

A quanto ammonta

Secondo le stime più credibili ai nuclei meno abbienti (con Isee fino a 9.000 euro) spetterà un assegno mensile fino a 180 euro, con un extra di 80-90 euro dal terzo figlio in poi. Il sussidio andrà progressivamente diminuendo con l'aumento dell'Isee della famiglia.

Il problema è che però la nuova norma potrebbe non avere un impatto positivo per i genitori con lavoro dipendente.

L'addio a detrazioni fiscali e assegni al nucleo familiare rischia di avere subito un impatto negativo sullo stipendio mensile dei genitori beneficiari.

Cosa cambia da gennaio

Cambieranno infatti immediatamente le buste paga dei dipendenti, su cui i sostituti di imposta ogni mese applicano le detrazioni fiscali per i figli a carico, integrate con gli assegni al nucleo familiare (Anf). Chi lo avvertirà di più rischia di ritrovarsi – come ipotizza stamane Il Sole 24 Ore - con qualche centinaio di euro in meno in tasca.

Un genitore con contratto a tempo indeterminato con reddito superiore a quello del coniuge, due figli minori di cui uno con meno di tre anni (reddito da lavoro dipendente 22.750 euro, reddito familiare 40.700 euro), rischia a fine gennaio, in teoria, di portare a casa una busta paga più leggera di più di 200 euro in caso di eliminazione di detrazioni e assegni familiari.

Tanto che il Governo sta studiando un passaggio morbido all'assegno unico per evitare che le famiglie si trovino "scoperte", anche solo per pochi mesi.

Si temono i ritardi

I beneficiari, inoltre, potrebbero ricevere l'assegno unico con qualche mese di ritardo. Se infatti oggi detrazioni e Anf vengono erogati direttamente in busta paga, a erogare la nuova misura sarà l'Inps che rischia di non riuscire a corrispondere le somme in tempi rapidi, anche perché necessita prima dell'Isee.

Il problema, inoltre, è che il filtro dell'Isee - che tiene conto di molteplici variabili oggi come immobili, giacenze su conti correnti, assicurazioni, mezzi di proprietà, e così via - rischia di penalizzare i redditi familiari rispetto a quelli individuali a cui sono ancorate le detrazioni.

Come gestire la transizione

Secondo il Sole 24 Ore per gestire la transizione ci sono varie ipotesi: "Si potrebbero lasciare in vita per alcuni mesi gli Anf per i lavoratori dipendenti (di fatto autorizzati fino a giugno 2022) e utilizzarli come strumento per evitare, nei primi mesi, un impatto pesante sulle buste paga in mancanza di una repentina integrazione tramite l'assegno unico". Più in generale, "si potrebbe prorogare di qualche mese l'attuale schema degli assegni per i figli, per dare il tempo alle famiglie di dotarsi dell'Isee e fare istanza, e poi procedere al conguaglio degli importi quando viene autorizzata la nuova misura".

Come funziona oggi

Da luglio in realtà l'assegno universale per ogni figlio esiste e viene erogato e c'è stata la proroga al 30 ottobre per presentare le domande e non perdere gli arretrati dal 1° luglio per gli autonomi.

Nella prima bozza, oltre ai parametri Isee sono previste maggiorazioni per le madri fino a 21 anni e per chi ha figli disabili. Per i figli fra 18 e 21 anni che restano a carico del nucleo familiare e sono inseriti in percorsi di formazione o nelle liste di collocamento, c'è un aiuto economico ma ben al di sotto dei 180 euro.

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