Ora la Spagna è più forte dell'Italia

I grandi investitori riducono le loro posizioni sul nostro Paese e mettono i soldi in Spagna dove le riforme strutturali e fiscali hanno consentito a Mariano Rajoy di uscire dalla recessione

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Primo Ministro spagnolo Mariano Rajoy – Credits: ANSA

Fabrizio Goria

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Per i mercati finanziari, il sorpasso della Spagna sull’Italia è ormai consolidato. Gli investitori istituzionali, dopo aver atteso per sei mesi, hanno voltato le spalle al governo guidato da Matteo Renzi. BlackRock, Crédit Agricole, Goldman Sachs e JPMorgan hanno deciso di ridurre la loro esposizione sull’Italia nelle ultime settimane. E non sono i soli. Anche Pimco e Morgan Stanley hanno criticato l’operato del governo, considerato troppo timido nelle riforme strutturali. Meglio la Spagna, quindi.

In meno di due anni, la Spagna ha riguadagnato una posizione di rilievo per gli investitori istituzionali. Ripulite (anche se alcune zone opache restano) le banche, adottare le riforme minime richieste dalla Commissione europea e ridotto il costo del lavoro, Madrid sta vivendo un periodo assai favorevole. Il think tank Real Instituto Elcano ha stimato che nel 2014 gli investimenti diretti esteri verso la Spagna toccheranno il massimo livello degli ultimi 20 anni. Se nel 1995 si era registrato uno stock di capitali esteri in entrata per 110,2 miliardi di dollari, e nel 2005 per 384,5 miliardi, nel 2014 si dovrebbe superare quota 650 miliardi. Circa 350 miliardi di dollari in più dell’Italia, secondo i calcoli del Real Instituto Elcano, basati sul World Investment Report 2014 della United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD).

Nel 2013 sia Roma sia Madrid hanno riguadagnato parte di quanto perso nelle fasi più acute della crisi, ma il gap rimane rilevante. Lo afferma proprio l’UNCTAD, che sottolinea anche come la Spagna sia diventata sempre più attraente negli ultimi due anni. "La ragione è da ricercarsi nella più favorevole curva dei salari, unita a una più significativa facilità d’impresa rispetto ad altre realtà dell’eurozona", spiega l’UNCTAD. Nessuna sorpresa, dato che l’ultimo rapporto Doing Business della World Bank ha visto Madrid al 52esimo posto al mondo e Roma al 65esimo .

Non è una novità, di conseguenza, che gli investitori istituzionali stiano preferendo Madrid rispetto a Roma. JPMorgan ha deciso la scorsa settimana di ridurre la propria esposizione sull’Italia e di aumentare quella sulla Spagna. Stessa cosa ha fatto Goldman Sachs che, dopo aver rivisto al ribasso le stime di crescita per Roma (-0,1% nel 2014 e +0,9% nel 2015, contro i precedenti +0,6% per l’anno in corso e +1% per il successivo), ha inoltre innalzato le previsioni macroeconomiche iberiche. La Spagna crescerà dell’1,2% nel 2014, contro una prima stima che vedeva un’espansione di 0,4 punti percentuali.

I motivi che fanno favorire la Spagna rispetto all’Italia non sono pochi (qui una sintesi ). In primis, come ha ricordato BlackRock poche settimane fa in un report per i clienti istituzionali, Madrid “sta dimostrando di essere di gran lunga un buon esempio dell’impatto positivo delle riforme strutturali”. Fin dal 2011, quando Mariano Rajoy divenne l’inquilino della Moncloa, sono state introdotte le misure di consolidamento fiscale più profonde dal secondo dopoguerra.

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Mosse - fra cui il congelamento degli stipendi pubblici e una drastica riduzione del personale statale - che furono criticate aspramente dall’opinione pubblica, ma che si stanno rivelando, agli occhi degli investitori, una scelta giusta. “L’uscita dalla recessione della Spagna è il sintomo che il cambiamento di verso è stato significativo”, hanno scritto gli economisti di Goldman Sachs.

Un altro motivo, come ha scritto invece PIMCO, è legato alle conseguenze delle riforme. Secondo i gestori del più grande fondo obbligazionario è proprio grazie all’adozione delle riforme strutturali che la Spagna ha riguadagnato appeal verso gli investitori internazionali, che hanno continuato a portare capitali nel Paese. "Anche nel settore bancario, dopo il parziale fallimento del 2012 che ha avuto un enorme beneficio: ripulire i bilanci degli istituti di credito spagnoli", ha fatto notare PIMCO. Di qui, l’uscita dalla recessione. E non è un caso che il Fondo Monetario Internazionale (FMI) nel suo ultimo aggiornamento del World Economic Outlook abbia innalzato le stime di crescita della Spagna di 3 decimali per il 2014 e di 6 decimali per il 2015, per un Pil in espansione di 1,2 punti percentuali nell’anno in corso e di 1,6 punti per il prossimo.

Infine c’è un motivo più profondo per cui gli investitori stanno guardando con favore alla Spagna. Si tratta della oggettiva stabilità politica spagnola. Mariano Rajoy, nonostante lo scandalo dei finanziamenti illeciti al Partido Popular dell’estate scorsa, è saldamente al comando. Tutto il contrario dell’Italia, che ha cambiato quattro presidenti del Consiglio dei ministri dal 2011 a oggi. Secondo BlackRock, per Roma il tempo delle promesse è terminato. Occorrono fatti, e non solo slide o pirotecnici annunci. Senza di essi, la recessione non abbandonerà la penisola italica e gli investitori continueranno a preferire Madrid.

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