Usura: come riconoscerla e come difendersi

In provincia di Ancona due persone davano denaro in prestito con tassi fino al 3mila per cento. Ecco le regole contro gli eposodi di strozzinaggio

Contanti e beni sequestrati a un usuraio di Terni (Credits: Ansa)

Andrea Telara

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Soldi in prestito con tassi fino al 3mila per centro all'anno. Succedeva a Jesi e nei paesi limitrofi della provincia di Ancona, dove la Guardia di Finanza ha arrestato un pensionato ultrasettantenne e suo genero, di professione operaio, ma anche presunto strozzino a detta degli gli inquirenti. Il caso scoperto nelle Marche non è certo l'unico in Italia visto che, secondo l'Eurispes, il 14% circa dei nostri connazionali sostiene di aver chiesto denaro in prestito a privati (non parenti né amici) rischiando seriamente di finire nel vortice dell'usura. Per difendersi da questa pratica illegale, le potenziali vittime degli strozzini hanno diverse armi a disposizione.

LE FAMIGLIE A RISCHIO DI USURA

Innanzitutto, va ricordato che esistono diverse organizzazioni no-profit che da anni combattono il racket e lo strozzinaggio. Rivolgersi a loro, prima di presentare una denuncia contro chi dà denaro in prestito a tassi troppo alti e illegali, può essere dunque un'ottima idea, purché si tratti di soggetti professionali e affidabili, che collaborano anche con le autorità pubbliche. Un elenco delle associazioni anti-usura attive in Italia è disponibile nel sito del ministero dell'Economia .

IL FONDO DI SOLIDARIETA'

Presso il ministero degli Interni, invece, è stato istituito da anni un Fondo di Solidarietà che eroga un sostegno pubblico a chi viene colpito da episodi di strozzinaggio, seppure a certe condizioni: per accedere ai benefici, ad esempio, bisogna essersi indebitati per stato di necessità e non per motivi futili e occorre aver presentato una denuncia da più di 180 giorni. Infine, poiché prevenire è meglio che curare, c'è sempre un modo per tenersi lontani (quando è possibile) dagli strozzini. I prestiti con tassi usurai sono smascherabili consultando il sito web della Banca d'Italia che ogni trimestre pubblica le soglie massime consentite dalla legge per gli interessi applicati a qualsiasi tipo di debito, dai finanziamenti personali ai mutui, fino allo scoperto di conto corrente. In pratica, Bankitalia rileva prima gli interessi medi registrati sul mercato per ogni tipologia di finanziamento. Poi, in base ai risultati ottenuti, vengono fissate le soglie trimestrali di usura che corrispondono al tasso medio di mercato, maggiorato di un quarto, più un'ulteriore quota di interessi aggiuntivi del 4%. Esempio: se il tasso medio è del 10%, la soglia di usura è pari al 16% (10%+2,5%+4%).

LE SOGLIE ATTUALI

Oggi, per le aperture di credito in conto corrente, la soglia di usura è al 18% circa, per i prestiti personali attorno al 19%, per i mutui a tasso fisso al 10% e per quelli a tasso variabile poco sopra il 9%. Alla metà del 2011, il tetto massimo consentito per gli interessi era più basso di oggi: per i prestiti personali, ad esempio, era attorno al 16% poiché i criteri per determinare le soglie di usura sono stati modificati lo scorso anno dal governo Monti (non senza polemiche). In precedenza, infatti, il tetto massimo per gli interessi non veniva determinato con l'attuale meccanismo un po' complicato ma semplicemente aumentando della metà il tasso medio registrato sul mercato in ogni trimestre. Per questo, andando indietro nel tempo, si scopre che le soglie di usura sono state per molti anni più contenute di oggi: sempre nel caso dei prestiti personali, nel periodo 2000-2010 hanno oscillato tra il 15 e il 17% , mentre nell'ottobre del 1998 erano al 18,9%.

LE IMPRESE VITTIME DEGLI STROZZINI

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