Prodotti di marca o private label? Ecco il conto nel carrello degli italiani

Frutta, verdura e prodotti per la casa con il marchio del distributore ci hanno fatto risparmiare 1,75 miliardi nel 2012

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Massimo Morici

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E' la riscossa dei marchi fantasma. Una volta percepiti solo come un'opportunità di risparmio, i prodotti a marca commerciale (quelli con il marchio del supermercato) nel 2012 sono cresciuti di oltre il 7% rispetto al 2011 raggiungendo una quota di mercato del 17%.

I dati sono emersi dalla nona edizione del "Rapporto 2013 sull’evoluzione della marca commerciale in Italia " curato da Adem Lab, Università di Parma, in collaborazione con Symphony IRI .

Di mezzo, ovviamente, c'è anche la crisi economica e la conseguente riduzione di capacità di spesa degli italiani. Così si guarda sempre più al prezzo, con buona pace per la fedeltà al brand: il 57% degli italiani cambia spesso la marca di fiducia; nel 2004 la percentuale era appena il 16%.

Del resto comprando i prodotti col marchio del distributore gli italiani hanno risparmiato 1,75 miliardi di euro nel 2012.

Poi è cambiato anche il marketing di questi prodotti: l'equazione che vuole il basso costo legato alla peggiore qualità non vale più.

Ora le confezioni col marchio fantasma addirittura adottano il packaging sostenibile e nel 98% dei casi contengono prodotti di aziende terziste italiane, che garantiscono il rispetto degli standard di qualità alla pari dei prodotti di marca.

Ma quali prodotti private label finiscono nel carrello? Analizzando le vendite di marca commerciale per reparto, dal rapporto è emerso come la maggior parte di esse provenga dalle confezioni alimentari e dal fresco, rispettivamente al 31,3% e 24,6% del totale, seguiti dai reparti per la cura della casa (10,4%) e l'ortofrutta (10,1%).

Addirittura nell'ortofrutta la marca commerciale rappresenta circa il 30% del totale del venduto a valore. Sempre in termini di tassi di crescita del volume di vendite a valore, crescono anche i reparti in cui la fanno ancora da padrone i prodotti di marca, come le bevande (+9,1%).

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