Soldi

Polizze dormienti, quante sono e come fare per avere i rimborsi

L’Ivass, Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, verificherà più di 4 milioni di contratti, i cui beneficiari riceveranno comunicazione automatica

Ivass

Giuseppe Cordasco

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Sembra essere una vera e propria svolta quella messa in atto dall’Ivass, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, in tema di polizze dormienti, ossia di quei contratti di assicurazione che pur avendo maturato il diritto al pagamento non vengono riscosse da nessuno perché gli aventi diritto non ne sono a conoscenza.

Dando seguito ad una sorta di sperimentazione infatti, l’Ivass stesso ha “risvegliato” più di 15.789 polizze dormienti che fanno capo a 11.289 assicurati, un test che per il momento ha riguardato un campione di 12 imprese assicurative e 101.242 polizze vita e che ha consentito di verificare il decesso degli assicurati, ricercare i beneficiari e pagare le polizze.

Il tutto per un rimborso stimabile in circa 1,5 miliardi di euro. Ma come funziona la nuova procedura e quali potranno essere i suoi effetti?

Incrocio di dati

In sostanza, ha spiegato l’Ivass in una nota, si tratta di una nuova iniziativa di collaborazione con l'Agenzia delle entrate, che consentirà di "effettuare l'incrocio tra i codici fiscali degli assicurati delle polizze vita 'dormienti' con l'Anagrafe tributaria, al solo fine di verificare l'eventuale decesso degli assicurati e la relativa data".

ùL'Ivass restituirà i dati "incrociati" alle imprese di assicurazione in modo che possano ricercare i beneficiari e pagare le polizze. Il primo incrocio sarà effettuato a marzo prossimo.

Più di 4 milioni di polizze

Come accennato, secondo quanto comunicato dalla stessa Ivass, il test che ha portato alla “riassegnazione” di circa 15mila polizze dormienti, non è che l’antipasto di un menù che nei prossimi mesi promette di essere ben più corposo.

L’Istituto di vigilanza infatti, seguendo la procedura sopra indicata, promette di mettere al setaccio più di quattro milioni di polizze dormienti. Un lavoro capillare che potrebbe portare al pagamento ai legittimi eredi di somme stimabili in qualcosa come 190 miliardi di euro.

Insomma, per molti italiani, nei prossimi mesi, potrebbero esserci in arrivo sorprese decisamente molto gradite.

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