Fatturazione elettronica: ecco per chi sarà obbligatoria

Tutte le regole da seguire con la nuova procedura in vigore dal 31 marzo

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– Credits: Imagoeconomica

Giuseppe Cordasco

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Dal 31 marzo via libera al nuovo obbligo di fatturazione elettronica che riguarderà direttamente tutti quei professionisti e quelle imprese che effettueranno lavori per conto di enti pubblici. Con una specifica circolare il dipartimento delle Finanze del ministero dell’ Economia, di concerto con il dipartimento della Funzione pubblica, ha infatti elencato tutte le istituzioni di carattere pubblico nei confronti delle quali a partire dal 31 marzo ci sarà l’obbligo tassativo di emettere fatture elettroniche, e dunque meglio tracciabili. Si tratta, come noto, dell’ennesima misura che punta a rendere più trasparente il rapporto tra professionisti e imprese da una parte, e pubblica amministrazione dall’altra, con lo scopo specifico di combattere fenomeni di evasione fiscale e malaffare.

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A questo proposito, è bene ricordare che era stata addirittura la legge Finanziaria del 2008 a prevedere che “al fine di semplificare il procedimento di fatturazione e registrazione delle operazioni imponibili”, l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione delle fatture emesse nei rapporti con le amministrazioni pubbliche dovesse “essere effettuata esclusivamente in forma elettronica” attraverso il Sistema di interscambio (Sdi) istituito dal ministero dell’Economia e delle finanze. Finalmente, verrebbe da dire, a distanza di ben sette anni, la norma da domani diventa realtà, e gli eventuali trasgressori rischiano di non vedersi riconosciuti dagli enti pubblici i pagamenti per i lavori eseguiti. Ma vediamo nel dettaglio, a favore proprio di professionisti e imprese, quali sono le pubbliche amministrazioni rispetto alle quali entrerà in funzione l’obbligo della fatturazione elettronica.

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Come specificato all’interno della circolare sopra citata, si tratta di “tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie, gli Istituti autonomi case popolari, le Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura e le loro associazioni, tutti gli enti pubblici non economici nazionali, regionali e locali, le amministrazioni, le aziende e gli enti del Servizio sanitario nazionale, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni (Aran), le Agenzie di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300 e, fino alla revisione organica della disciplina di settore, il Coni”.

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Insomma, si tratta di un elenco davvero corposo dal quale resta fuori davvero ben poco. Tra l’altro c’è da notare che la fatturazione elettronica è già in vigore dal 6 dicembre 2013 verso le amministrazioni che su base volontaria hanno assunto specifici accordi in questo senso con i propri fornitori, e a partire dal 6 giugno 2014 nei confronti dei ministeri, delle Agenzie fiscali e degli enti nazionali di previdenza e assistenza sociale.

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