Soldi

Cosa comprano gli italiani con i prestiti

Nel primo trimestre 2016 il credito al consumo è cresciuto del 20,3%, soldi spesi soprattutto per auto, moto, arredi ed elettrodomestici

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Giuseppe Cordasco

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Auto e moto, ma anche arredamenti ed elettrodomestici: sono questi i prodotti su cui si sono appuntate le attenzioni degli italiani che per spendere hanno deciso di far ricorso a finanziamenti. È quanto emerge dai dati dell'Osservatorio del credito al dettaglio elaborati da Assofin, Crif e Prometeia, che hanno rilevato nel primo trimestre del 2016 un aumento del credito al consumo pari al 20,3%. Un dato che prosegue un trend positivo, visto che già il 2015 si era chiuso con un positivo +13,9%. Numeri incoraggianti che però scontano ancora il peso di anni di profonda crisi nei quali invece proprio i finanziamenti alle famiglie avevano subito un drastico tracollo. Come detto ora invece qualcosa sembra davvero muoversi e con una sorta di strutturalità e non sporadicità che fa ben sperare.

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A guidare la riscossa come detto, sono i finanziamenti per auto e moto erogati presso i concessionari che nello specifico del primo trimestre 2016  hanno fatto segnare un sorprendente +27,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Incoraggiante, come accennato, anche l’andamento della spesa finanziata per arredamenti ed elettrodomestici che, sulla scorta di agevolazioni fiscali che sono state confermate anche quest’anno, fanno impennare l’intero comparto relativo agli altri prodotti con un dato complessivo pari a +11,3%.  Se questi sono i dati specifici, in generale, i dati dell’Osservatorio mettono in risalto innanzitutto, come già accennato, una ripresa del credito al consumo delle famiglie, testimoniata soprattutto dalla crescita del taglio medio dei finanziamenti richiesti.

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Interessante notare anche che per il momento sembra esserci grande cautela verso gli interlocutori a cui rivolgersi. Nella stragrande maggioranza dei casi infatti, i crediti al consumi sono richiesti direttamente presso i punti vendita oppure in alternativa rivolgendosi agli sportelli bancari. Sorprende relativamente invece il fatto che a crescere a ritmo del 10,3% siano i prestiti legati alla cessione del quinto. Un dato che diventa ancora più significativo se si considerano le pensioni, a testimonianza che i consumatori più anziani dimostrano in questa fase una maggiore propensione al consumo rispetto ad esempio a dipendenti privati o pubblici.

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Ovviamente su questo fenomeno pesano ancora come un macigno le conseguenze della crisi, che non permettono a chi ancora è al lavoro di poter programmare con opportuna serenità e affidabilità eventuali spese che prrevedono esborsi rateali su periodi medio-lunghi. A differenza di chi invece percepisce una pensione che, inutile negarlo, anche dagli operatori finanziari stessi, viene guardato con minore diffidenza. Infine una notazione a parte la meritano certamente i finanziamenti erogati attraverso le carte rateali: ebbene, sempre nel primo trimestre 2016 si è assistito a un vero exploit di questi strumenti, il cui utilizzo è cresciuto del 21,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso

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