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Caldaia, come sostituirla, quale scegliere, incentivi e vantaggi

Sostituire la caldaia è molto vantaggioso in termini ambientali e soprattutto di risparmio energetico e fiscale. La guida

Caldaia

La scelta della caldaia provoca spesso malumori in assemblea di condominio. Documentarsi è sempre opportuno ma il suggerimento su quale tipo acquistare è meglio lasciarlo al termotecnico, professione tutt’altro che semplice e molto specializzata. Non è infatti soltanto un problema di dimensioni degli ambienti e numero dei bagni da servire con l’acqua calda sanitaria, ma anche di scelte su come alimentare l’impianto in base a dove si vive.

Sul mercato, in questo momento sono quattro i tipi che vanno per la maggiore: caldaia a condensazione, a camera aperta, a pellet, ad accumulo.

Caldaia a Condensazione

La caldaia a condensazione sfrutta i fumi e il vapore acqueo prodotti, evitandone la dispersione e recuperando circa il 10-12 per cento in più di efficienza. Si possono alimentare a Gpl o a metano. Costa più delle altre e per un’abitazione si spendono da 600 a 3.500 euro, oltre le spese di installazione.

Il maggiore costo si ammortizza grazie al risparmio dei costi sulla produzione di acqua calda (dipende dalla temperatura richiesta dall’utente: il beneficio varia dal 25 al 60 per cento). Questo tipo di caldaia può fruire degli incentivi ecologici.

Caldaia a Camera Aperta

La caldaia a camera aperta si chiama così perché preleva l’ossigeno necessario per la combustione dall’ambiente. Per questo motivo devono essere installate all’esterno dell’edificio.

Ma si possono installare soltanto laddove non sia possibile mettere una caldaia a condensazione. L’efficienza, a parità di costo, è inferiore rispetto
a quelle a condensazione.

Caldaia a pellet

La caldaia a pellet, o a «nocciolino» (biocombustibile derivato dagli scarti della spremitura delle olive), diffusa negli ultimi dieci anni, è  un’alternativa a quelle a Gpl o metano. Da installare comunque all’esterno delle case (all’interno si possono mettere soltanto termostufe a pellet), non bruciano combustibile fossile, ma se da un lato sono molto ecologiche, dall’altro presentano due svantaggi: maggiori dimensioni del congegno e maggiore costo (da 2,5 a quasi 5 mila euro).

I vantaggi: grande efficienza, superiore al 90 per cento, con elevato potere calorifico; basso costo dei pellet, installazione semplice.

Caldaia ad accumulo

La caldaia ad accumulo prende il nome dalla necessità di installare serbatoi di acqua calda per garantirne la disponibilità in ogni momento. Questa soluzione riduce lo spreco di acqua che si verifica in attesa della temperatura; nel momento in cui la quantità comincia a scarseggiare la caldaia si aziona per ristabilire la riserva.

Lo svantaggio è l’ingombro, ma i vantaggi sono la grande disponibilità immediata e costante di acqua calda sanitaria in ogni parte della casa.

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