Assicurazione auto su misura: l'esperimento americano

Negli Stati Uniti, un piccolo computer registra le abitudini di guida e identifica con precisione il profilo dell’automobilista che così risparmia

Auto e bus bloccati nel traffico durante la nevicata dello scorso febbraio a Roma (Credits: Imma Tuccillo Castaldo/LaPresse)

Stefania Medetti

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Dimmi come guidi e ti dirò quanto risparmierai. In estrema sintesi, è questa la promessa di un numero crescente di assicurazioni americane che si stanno avventurando (con successo) nel territorio del premio “information based” . Funziona così: l’assicurato accetta di installare per alcune settimane un dispositivo collegato al computer autodiagnostico di bordo dell’auto in modo da monitorare lo “stile” di guida. In cambio, ottiene di pagare un premio commisurato alla sua qualità di guidatore. Il risparmio, che può arrivare anche al 30%, oscilla in media attorno al 10%. I guidatori che sono considerati a rischio, invece, pagano il normale premio assicurativo.

L’idea dell’innovativa proposta commerciale è semplice: il rischio di incidenti è commisurato alla distanza percorsa e vi è una forte correlazione legata agli orari. Il rischio di incidenti, infatti, si abbassa dalle cinque del mattino alle undici di sera nei fine settimana e dalle undici di sera alle quattro del mattino nei giorni infrasettimanali. Finora, però, non era possibile registrare in modo tanto preciso le abitudini di guida del singolo automobilista. Adesso, invece, l’accelerometro fornito dalle assicurazioni acquisisce e trasmette dati su quante miglia sono state guidate, a quale velocità, a quale ora e se sono state effettuate brusche frenate e accelerate. Tanto basta all’assicurazione per valutare, in trenta giorni, il rischio potenziale. I dati, in molti casi, sono accessibili al cliente quotidianamente attraverso il sito della compagnia a cui sono inviati direttamente dal piccolo lettore che, per questioni di privacy, ha il gps disattivato.

Le assicurazioni che offrono il servizio lo fanno per lo più su base statale, come nel caso di Drive Wise di Allstate presente in una decina di stati; Drive Safe & Save di StateFarm, invece, dovrebbe raggiungere 27 stati il prossimo mese, mentre Snapshot di Progressive, pioniere del settore con il primo monitor lanciato nel 1998, è già presente in 43 stati e, a quanto dichiara, avrebbe già raggiunto 900mila clienti. Le assicurazioni coinvolte stimano che la formula potrebbe arrivare a coinvolgere un quinto delle vetture in circolazione nei prossimi cinque anni. Cosa che avrà un impatto sui profitti, perchè l’assicurazione che misura meglio è anche quella che guadagnerà di più dalla nuova definizione dei premi.

Il piccolo computer di bordo ha anche un vantaggio aggiuntivo in termini di marketing. Infatti, può essere montato anche da un automobilista cliente di un’altra assicurazione per valutare a quanto ammonterebbe il proprio premio con un concorrente. Il risparmio, fa notare The Atlantic in un recente articolo, non riguarda soltanto il premio del singolo automobilista. Ma avrebbe riscontri positivi anche a livello di costi sociali. Non solo perchè incentivare gli automobilisti a guidare di meno potrebbe ridurre le emissioni di anidride carbonica dal 2 al 4% (negli Stati Uniti), ma perchè meno automobilisti sulle strade significa anche meno traffico e meno incidenti. Ovvero: un risparmio 50-60 miliardi di dollari all’anno, in base a un ricerca condotta nel 2008 dal Brookings Institute , pari a circa 270 dollari a nucleo familiare.

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