A Roma tornano le assunzioni "facili"

Mentre la magistratura indaga sui dirigenti imbarcati da Alemanno e Marino, il commissario Tronca progetta 24 nuovi ingressi entro il 2018

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Piazza del Campidoglio a Roma – Credits: ANDREAS SOLARO/AFP/Getty Images

Stefano Caviglia

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Pochi elementi danno l’idea dello sbando dell’amministrazione di Roma Capitale come la gestione del personale, nel cui ambito un posto d’onore spetta alla politica delle assunzioni. È di pochi giorni fa la notizia di un’inchiesta della magistratura sulle allegre imbarcate di dirigenti avvenute sotto i sindaci Gianni Alemanno e Ignazio Marino. Al tempo stesso viene fuori che il commissario straordinario Paolo Tronca, che ha appena ceduto su tutta la linea alle richieste dei sindacati sul salario dei dipendenti, progetterebbe di assumere 24 nuovi dirigenti entro 2018 con soldi che potrebbe destinare alle centinaia di vincitori di concorso ancora a spasso per colpa del dissesto delle finanze capitoline.

La novità è contenuta nel Dup (Documento unico di programmazione) per il periodo 2016-2018, approvato a dicembre. Il testo non indica le aree di queste nuove assunzioni né se e quando saranno banditi nuovi concorsi, ma mette nero su bianco una circostanza inquietante: le risorse deriveranno dai fondi per il turn over di impiegati e funzionari.

A Roma tutti sanno che l’amministrazione è storicamente a corto di figure fondamentali come i vigili urbani, gli autisti degli autobus, i tecnici dell’urbanistica (sarà per questo che risultano inevase ancora 200 mila pratiche del condono edilizio del 2003?). Inoltre, quasi 1.500 candidati (tutti non dirigenti), di vari settori dell’amministrazione che avrebbero il diritto di essere assunti in quanto vincitori del cosiddetto «maxi-concorso» del 2012-2013, saranno costretti ad aspettare chissà quanto, perché le condizioni finanziarie del Comune non lo consentono. In questa situazione il commissario progetta di trasferire le risorse destinate al turn over delle fasce basse per assumere figure di fascia alta che devono essere ancora individuate.

Vale la pena di guardare un po’ più da vicino le pratiche su cui è in corso l’indagine della magistratura che già ipotizza un danno da 12 milioni per le casse del Campidoglio. Quelle del biennio di Ignazio Marino le abbiamo segnalate più volte nei mesi scorsi. Il sindaco, evidentemente non troppo "marziano", ha riempito i suoi uffici e quelli degli assessorati con decine di collaboratori assunti a tempo determinato, destinati a scadere insieme con la sua giunta.

Fin qui niente di male, se non fosse che in tanti sono stati assunti come dirigenti senza uno straccio di procedura pubblica, spesso addirittura con una funzione di staff al di sotto della qualifica dirigenziale; il che significa che le relative retribuzioni potrebbero risultare nettamente sproporzionate rispetto agli incarichi svolti realmente. Infine, è stata sistematicamente saltata la verifica preventiva dell’esistenza di risorse interne per quelle funzioni, pur espressamente prevista dalla legge. Purtroppo anche in questo l’ex sindaco è in buona compagnia. Appena insediato, il commissario Tronca ha assunto anche lui i suoi (quattro) nuovi dirigenti, dimenticando di verificare l’esistenza di dipendenti interni in grado di svolgere quelle funzioni. Esattamente come i suoi predecessori.

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