Economia

Italia in recessione: cosa significa

Quando il prodotto interno lordo cala per due trimestri l’andamento dell’economia può essere considerato negativo

fiat-fabbrica

Andrea Telara

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L'Italia è in Recessione. L'annuncio arriva dal Premier, Giuseppe Conte. E’ il  dilemma su cui discute da giorni la politica (soprattutto l'opposizione), dopo gli ultimi dati (non certo esaltanti), pubblicati dall’Istat che certificano il calo del pil nel trimestre dello 0,2%. A novembre la produzione industriale è crollata un po’ in tutta Europa (-1,7%), mentre l’Italia si è distinta purtroppo in negativo, con un calo del 2,6% su base annua e dell’1,6% rispetto a ottobre. 

Col segno meno

L'Istat ha reso noto poco fa il dato, tanto atteso e temuto: nel quarto trimestre del 2018 il pil (prodotto interno lordo) del nostro paese è calato dello 0,2%; si tratta del secondo risultato negativo consecutivo. L’Italia quindi è ufficialmente in recessione, cioè in una fase in cui l’economia non cresce ma, anzi, registra una variazione negativa. 

Tecnicamente, questa espressione può essere usata  soltanto quando il prodotto interno lordo cala (anche se di poco) per due trimestri di fila. Tuttavia, una recessione che dura due trimestri non significa necessariamente che l’economia continuerà a decrescere per tutto l’anno. Ci sono già state in passato fasi in cui una mini-ripresa nel secondo semestre è riuscita a riportare il segno più davanti al pil. 

Previsioni discordi 

Per il momento, le ultime previsioni di un importante organismo come l’Fmi (Fondo Monetario internazionale) parlano ancora di una crescita del pil attorno all’1% su base annua ma potrebbero essere riviste al ribasso. Una banca d’affari come Godman Sachs ha stimato invece una crescita nel 2019 per il nostro Paese dello 0,4% mentre la società di gestione Pimco, colosso del risparmio gestito, non esclude che il pil italiano resti piatto quest'anno o abbia una variazione leggermente negativa. Il tempo dirà chi ha azzeccato i pronostici. 

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