Perché andremo in pensione sempre dopo i tedeschi

Ecco gli effetti della riforma Fornero sull'età in cui i lavoratori andranno a riposo. Regole più severe anche per i prepensionamenti

L'età di pensionamento e prepensionamento: confronto Italia-Germania. (Fonte: Commissione europea - Grafico a cura di Pierluigi Tolot)

Marco Cobianchi

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La riforma delle pensioni firmata dall'ex ministro Elsa Fornero trasforma l'Italia nel Paese che manda in pensione i propri lavoratori più tardi. Lo conferma la tabella recentemente pubblicata dalla Commissione europea che mette a confronto tutti i sistemi pensionistici continentali in quanto a età in cui si va a riposo. Nella stessa tabella la Commissione riporta anche i dati riguardanti l'età di prepensionamento e, anche in questo caso, l'Italia è posizionata nella parte alta della classifica. 

Nel grafico in questa pagina, per comodità, il confronto è solo con il sistema tedesco. Nel 2060 gli uomini italiani, a legislazione vigente, andranno in pensione a 70 anni e 3 mesi rispetto ai 65 anni e 4 mesi del 2010 e, in ogni caso, l'età per la quiescienza è sempre superiore a quella dei "colleghi" tedeschi. Le donne italiane, dal 2020, avranno la stessa età pensionabile degli uomini e, anche in questo caso, andranno in pensione sempre dopo le lavoratrici tedesche. 

Per quanto riguarda i prepensionamenti (sono assenti i dati riguardanti il 2010), gli uomini potranno accedervi, nel 2060, a 67 anni e 3 mesi esattamente come le donne mentre i tedeschi e le tedesche andranno sempre in pensione a 63 anni: anche i questo caso le nostre regole sono più severe delle loro.

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