C'è meno fiducia sul futuro dell'economia

A luglio sia l'indice di fiducia dei consumatori sia quello delle imprese (manifattura e costruzioni) sono in calo. Domina l'incertezza

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Fiducia in calo per i consumatori, così come per le imprese – Credits: ANSA / MATTEO BAZZI

Redazione Economia

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Cala la fiducia di consumatori e imprese a luglio. Lo rileva l'Istat. L'indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisce a 106,5 da 109,3 di giugno, mentre quello delle imprese scende in maniera meno marcata, a 104,3 da 104,7 di giugno.
Diminuiscono a luglio, spiega l'istituto statistico, tutte le componenti del clima di fiducia dei consumatori. Variazioni più marcate si rilevano per il clima economico e per quello futuro, che passano rispettivamente a 127,9 da 138,6 e a 114,6 da 119,2. Il clima personale e quello corrente diminuiscono in maniera più contenuta attestandosi rispettivamente a 99,5 da 100,0 e a 101,7 da 103,3.

I saldi dei giudizi e delle attese dei consumatori sull'attuale situazione economica del Paese peggiorano passando rispettivamente a -69 da -57 e a -4 da 9. Il saldo relativo ai giudizi sull'andamento dei prezzi passa a -17 da -21, mentre quello riferito alle attese rispetto ai prossimi 12 mesi passa a -22 da -20. Il saldo sulle attese di disoccupazione aumenta a 28 da 10 dello scorso mese.

Riguardo al clima di fiducia delle imprese, sale a 110,0 da 109,2 il clima delle imprese dei servizi di mercato e a 106,5 da 105,9 quello delle imprese del commercio al dettaglio, mentre scende a 103,6 da 103,9 quello del settore manifatturiero e a 117,6 da 119,7 quello delle costruzioni.

Nelle imprese manifatturiere, migliorano i giudizi sugli ordini (a -12 da -13 il saldo), mentre le attese di produzione rimangono stabili (a 11); il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino passa a 3 da 2. Nelle costruzioni peggiorano sia i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (a -34 da -33) sia le attese sull'occupazione (a -11 da -9).

Nelle imprese dei servizi migliorano i giudizi e le attese sugli ordini (a 7 da 4 e a 9 da 5, i rispettivi saldi) ma peggiorano le attese sull'andamento generale dell'economia (a 12 da 18). Nel commercio al dettaglio migliorano i giudizi sulle vendite correnti (a 16 da 7) mentre peggiorano le attese sulle vendite future (a 21 da 23); in accumulo sono giudicate le giacenze di magazzino (a 10 da 5).

"I numeri forniti nelle ultime settimane dall'istituto di statistica, dai prezzi alle vendite all'industria, dimostrano come l'andamento dell'economia italiana sia particolarmente incerto. A segni positivi fanno seguito numeri negativi, in una alternanza che rende purtroppo prematuro parlare di ripresa certa per l'Italia. E il calo della fiducia dei consumatori è un dato ancor più preoccupante, perché si riflette sulla propensione futura agli acquisti da parte delle famiglie". Così il presidente del Codacons Carlo Rienzi ha commentato i dati dell'Istat sulla fiducia dei consumatori. "Da tali dati emerge chiaramente la necessità di abbandonare le politiche di austerità per dare il via ad una nuova fase di sviluppo e di crescita", hanno detto Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef. "Dare nuova occupazione ai giovani è una delle priorità assolute del nostro Paese" hanno aggiunto.

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