Maxi truffa cinese: protagonisti e vittime

Un'organizzazione ha bruciato 7,6 miliardi di risparmi. Ecco perché il mercato finanziario cinese non funziona

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Gli uffici di Ezubao sequestrati ad Hangzhou – Credits: STR/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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900mila investitori truffati e 7,6 miliardi di risparmi bruciati. E' questo il bilancio dell'ultima maxi truffa scoperta da Pechino che ha portato all'arresto immediato di ben 21 funzionari di Ezubao, la più grande finanziaria online del paese. 

Che Ezubao operasse in maniera un po' losca era evidente dai dati della compagnia: fondata da Ding Ning, 34 anni, nel luglio del 2014, in un anno e mezzo appena è riuscita a affermarsi come principale piattaforma di finanziamenti online in tuto il paese. Come? Mentendo. Vale a dire garantendo a investitori più o meno eserti ma comunque alla ricerca di guadagni facili (gli interessi offerti da Ding Ning & co oscillavano tra il 9 e il 14,5 per cento) partecipazioni in progetti che, nel 95 per cento dei casi, erano fasulli.

La mente della maxi truffa

L'unico che si è davvero arricchito con questa maxi truffa è proprio il presidente del gruppo, che ha intascato contanti sufficienti per accumulare sul conto corrente personale circa 80 milioni di euro, per acquistare una villa a Singapore da 18 milioni (dove probabilmente si sarebbe presto andato a nascondere se le autorità non lo avessero arrestato), e un bell'anello con diamanti da 12 milioni.

Come racconta il South China Morning Post, la polizia ci avrebbe messo più di due mesi a trovare le prove per incastrare i vertici di Ezubao. Il motivo? Anzitutto questi ultimi sono stati abbastanza scaltri da utilizzare oltre duecento server per depistare eventuali controlli. Ancora, per stare tranquilli i manager avevano nascosto i libri contabili sotto terra, nelle campagne dell'Anhui, e il fisco cinese, per riportarli in superficie, grazie a una soffiata di un gruppo di dirigenti "pentiti", tra cui Zhang Min, il volto pubblico dell'azienda nonché presunta compagna di Ding Ning, ha dovuto scavare con le ruspe per una ventina di ore. 

I rischi del mercato finanziario cinese

Quella di Ezubao è, per ora, la truffa più grande che sia mai stata fatta in Cina. Ma il problema è che c'è chi teme possa non essere l'unica. Nella Repubblica popolare esistono circa 4mila piattaforme che operano nel settore dei prestiti online, e quando, lo scorso dicembre, le autorità centrali hanno iniziato a passarle in rassegna per "ripulire il mercato", lo hanno fatto perché, dati alla mano, si erano rese conto che almeno un migliaio operavano in maniera "anomala", e altrettante erano ormai prossime al fallimento.

Cosa insegna la vicenza Ezubao

La vicenda Ezubao ci conferma la fragilità e l'inaffidabilità del mercato finanziario cinese, e dovrebbe aiutare a convincere i meno esperti di finanza (che proprio per questo sono più deboli e quindi facilmente truffabili) che intanto i guadagni facili non esistono, ma anche che l'andamento economico complessivo della Cina popolare non può essere compreso prendendo in considerazione soltanto gli alti e bassi del suo mercato finanziario. Se da un lato per Pechino è urgentissimo trovare un modo per regolamentarlo meglio puntando su stabilità e trasparenza, dall'altro il resto del mondo farebbe bene a non farsi prendere dal panico quando la borsa subisce oscillazioni improvvise. In un contesto così fragile, gli alti e bassi sono inevitabilmente all'ordine del giorno. 

  


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