Economia

Legge Stabilità 2016, le novità per i professionisti

Possibilità di sfruttare i super ammortamenti e accesso ai fondi Ue, queste le nuove opportunità offerte a molti lavoratori autonomi

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– Credits: Imagoeconomica

Il Parlamento si appresta a varare una legge di stabilità che ha cercato di tenere in considerazione le esigenze delle piccole partite Iva. In particolare raccolgono favori e attenzioni le misure che riguardano più da vicino i liberi professionisti. Provvedimenti che di certo potranno ridare un po’ di ossigeno anche a questa fetta di lavoratori che, come ha ricordato qualche giorno fa il sottosegretario all’Economia Enrico Zanetti, “sono una componente fondamentale della nostra società e una componente significativa del nostro terziario”. La prima novità, confermata ormai già da qualche tempo, riguarda la possibilità, anche per i professionisti, di sfruttare la norma che riguarda i cosiddetti super-ammortamenti. Parliamo della misura che permetterà a imprese e appunto, anche a professionisti, di ammortizzare negli anni un bene funzionale all’attività, ad un valore superiore del 40% a quello di acquisto.

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Si tratta a tutti gli effetti di una sorta di bonus fiscale il cui obiettivo è quello di sostenere i consumi in questa parte finale dell’anno e per tutto il 2016. Dunque studi professionali che volessero ad esempio ammodernare il proprio arredamento, acquistare nuovi computer o altre attrezzature inerenti la propria attività, potranno sfruttare questa opportunità. Ma questa non è l’unica novità per i professionisti contenuta nella nuova legge di stabilità. Proprio nelle ultime ore infatti, grazie ad un emendamento ad hoc, il Parlamento ha deciso che d’ora in poi i fondi strutturali Ue saranno estesi anche ai professionisti. Si va così a soddisfare una richiesta che da tempo il piccolo lavoro autonomo aveva rilanciato alla politica.

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Finora infatti, la legge prevedeva che per avere diritto ad accedere a risorse comunitarie, i professionisti fossero tenuti a rispettare una norma molto restrittiva che prevedeva l’obbligo di iscrizione alla Camera di Commercio. Le nuove regole invece non fanno altro che equiparare l’attività dei liberi professionisti  a quella delle imprese, una scelta che tra l’altro rappresenta anche un tardivo adeguamento alle norme europee che già da tempo suggerivano questo principio. La misura che ora arriva con la legge di stabilità, rimette dunque pienamente in gioco i professionisti in una partita che vale decine di miliardi di euro. È solo il caso infatti di ricordare che sul piatto ci sono 42 miliardi di euro di fondi strutturali comunitari, a cui vanno aggiunti 24 miliardi di finanziamenti di carattere nazionale e altri 4,3 miliardi di euro che arriveranno dalle Regioni. Una quantità ingente di risorse a cui presto, se ne avranno i requisiti, potranno dunque attingere anche i professionisti.

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