Lavoro

Reddito di Cittadinanza, i punti in comune (pochi) tra Lega e 5 Stelle

Salvini non è contrario a priori al sussidio proposto dall’M5S. Ma vuole che sia a tempo determinato

Matteo Salvini e Luigi Di Maio

Andrea Telara

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 “Se il Reddito di Cittadinanza non è un investimento illimitato per chi sta a casa, ma un investimento temporaneo per chi ha perso il lavoro ed è in attesa di trovarne un altro, allora ne possiamo parlare”. Con queste parole Matteo Salvini, segretario della Lega, agli inizi di aprile si rivolgeva  all’altro vincitore delle ultime elezioni del 4 marzo: Luigi Di Maio, a capo del Movimento 5 Stelle

Negli ultimi giorni la formazione di un nuovo governo Lega- 5 Stelle ha preso sempre più quota ma, se i due leader vorranno dar vita a un esecutivo assieme, non potranno prescindere da un’intesa sul sussidio contro la povertà proposto da anni dall’M5S, suo cavallo di battaglia in campagna elettorale. Si tratta appunto del Reddito di Cittadinanza  che non incontra però grandi favori da parte di Salvini e compagni. 

Intesa difficile 

Ma sarà mai possibile trovare un’intesa su questo punto? I margini per riuscirci non sono molto ampi, anche se nelle scorse settimane si è vista indubbiamente qualche apertura significativa. Prima quella di Claudio Borghi, responsabile economico della Lega, che ha proposto come possibile punto di incontro l’adozione di un sistema di welfare sul modello della Lombardia, dove esiste il Reddito di autonomia e di inclusione, un insieme di sussidi e agevolazioni riservati ad alcune categorie disagiate come le famiglie numerose, gli anziani, i disabili e i disoccupati. 

Si tratta di indennità che può arrivare a 480 euro al mese ed è ben più modesta rispetto a quella del Reddito di Cittadinanza. I sussidi proposti dall’M5S spettano infatti a qualunque cittadino si trovi sotto la soglia di povertà relativa e ha un importo tutt’altro che trascurabile: nel caso di un disoccupato privo di qualsiasi reddito, per esempio,  può arrivare a ben 780 euro al mese

Questione di scadenze 

Più che l’ammontare  dell’assegno, però, a dividere Lega e 5 Stelle è la durata del sussidio. Il Reddito di Cittadinanza grillino, infatti, è a tempo indeterminato e può sostanzialmente essere revocato soltanto in due casi: quando il beneficiario esce dallo stato di povertà (magari perché ha trovato un lavoro) oppure quando rifiuta più di 2 proposte di assunzione tramite i Centri per l’Impiego. 

Se le offerte di lavoro non arrivano mai, il diritto a percepire il Reddito di Cittadinanza resta a tempo indeterminato. Ed è proprio su quest’ultimo punto che le divergenze tra Salvini e Di Maio sono molto profonde: quanto deve durare il Reddito di Cittadinanza? Per il leader della Lega  bisogna fissare una scadenza precisa, per quello dell’M5S invece no.

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