Lavoro

Professioni digitali, 12 trend che stanno cambiando il mondo del lavoro

Ecco le principali tendenze lavorative e le piccole e medie imprese italiane che, grazie alle nuove tecnologie, stanno scalando interesse e fatturato

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Redazione

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Quali sono le tendenze del lavoro oggi? Come se fossero hashtag forti di Twitter, ne hanno individuate 12 i wwworkers, ovvero la job community italiana che l'8 giugno alla Camera dei Deputati ha analizzato i "Worktrends: la via italiana al futuro del lavoro". 

Sono state snocciolate storie di piccole e medie imprese italiane che, grazie alle nuove tecnologie, stanno scalando interesse e fatturato. Storie che vincono grazie a internet e all'innovazione

Ecco i 12 trend del lavoro, ognuno con i suoi racconti vincenti. 

1) Industria 4.0

Il primo grande trend del mondo del lavoro è l'industria 4.0. Software, big data e robot stanno trasformando le modalità di produzione delle aziende italiane. Il Governo nel dicembre 2016 ha lanciato un piano di iperammortamenti per le aziende che decideranno di investire in queste nuove tecnologie.

Alcuni cambiamenti sono già in atto. Un esempio? Quello di Giorgia Pontetti, classe 1977, che in provincia di Rieti ha fondato un'azienda agricola di prodotti biologici che utilizza le più avanzate tecnologie e tre serre idroponiche (coltivazione fuori suolo).
Oppure l'altro modello virtuoso è quello di Alberto Gerli, 36enne milanese che ha brevettato un sistema di illuminazione al led che permette di visualizzare meglio le immagini dello spazio.

2) Internet of Things

Internet of Things, ovvero la capacità di internet di connettere oggetti e device che si scambiano informazioni e predicono i nostri bisogni, aiutandoci nel quotidiano.

Tra Pescara e Fermo cinque ex compagni di università tra i 24 e i 27 anni hanno deciso di fare impresa puntando su questo. Hanno creato il primo estintore connesso al mondo, Apio: se la temperatura supera i 60° si attiva, generando un suono e un laser.
A Roma la rete di sei imprese Fonderie Digitali ha creato Ortotica, un orto controllato con la domotica attraverso un sistema di sensori. 

3) E-commerce

Vendere on line è una realtà sempre più forte. Permette a migliaia di aziende italiane di aprirsi a mercati un tempo impensabili.

Grazie al digitale la diciannovenne Maria Fidanza, dopo il terremoto de L'Aquila che ha distrutto i tre negozi di arredamento di famiglia, ha ritrovato speranza: oggi con Laquiladesign.it vende in tutta Europa e anche in Asia, Australia e Singapore. 

Da Napoli, invece, i fratelli Carbonelli producono cinque diverse miscele di caffè seguendo l'antico metodo della tostatura a legna, con l'utilizzo esclusivo di legni di quercia. Per la vendita puntano sull'online arrivando a toccare punte del 60%.

4) Social Media

Dalle conversazioni sui social network al social care, la rivoluzione passa per la mobilità e per i video grazie alle possibilità offerte dalla realtà virtuale e dalla realtà aumentata.

Un esempio? A Monza il 41enne imprenditore brianzolo Filippo Berto ha reinventato l'azienda di famiglia ripensando il concetto di lavoro artigiano e trasformando il mobilificio in un laboratorio di comunicazione multimediale. Oggi i suoi divani sono video-raccontati online in ogni fase.

5) Crowd & Share

Grazie alla Rete si sviluppano crowdfunding (raccolta di fondi su piattaforme online), crowdsourcing (ricerca di competenze online) e sharing economy (condivisione di beni tramite piattaforme tecnologiche).

Dopo il terremoto di fine ottobre 2016 centinaia di commercianti marchigiani hanno deciso di unire le forze e mettersi in Rete. Paolo Isabettini, architetto 31enne, ha creato Dajemarche.it, un e-commerce di produzioni della zona.

La rivoluzione digitale coinvolge anche settori tradizionali come l'edilizia. Un architetto cinquantenne e un ingegnere quarantenne hanno ideato Edilmag, prima app italiana di sharing economy nel settore delle costruzioni edili e civili che permette di ottimizzare il consumo delle risorse in giacenza.

6) Coworking

Cambiano anche gli spazi del lavoro, con l'integrazione tra online e offline e i coworking. Spazi fisici ma anche virtuali, con le nuove reti formali e informali di impresa e le nuove rappresentanze.

Livia Carchella e Bruna Pietropaoli, romane pioniere del web, nel 1999 hanno aperto il sito Leartigiane.it aggregando artigiane appassionate d'eccellenza. Nel 2010 è nato anche il punto vendita.

7) Millennials & Silver

Nuove leve si uniscono alle vecchie, integrando innovazione e tradizione, idee ed esperienza.

Ecco che a Bibbiano, nella culla del parmigiano reggiano, due generazioni hanno deciso di fare business insieme contaminando la ricetta pensata dal sessantenne fornaio del paese Remo Bronzoni con le intuizioni imprenditoriali del ventenne Gabriele Menozzi. Sono così nate le Parmonie, sfoglie di parmigiano reggiano unite a olio di oliva e farina del territorio, cotte al forno senza conservanti o lattosio. Oggi producono 500 chili al giorno per un mercato anche internazionale. 

8) Digital manifacturing

Trend davvero interessante per il tessuto produttivo tipico italiano, il digital manifacturing disegna nuovi percorsi della produzione grazie a stampa e prototipi 3D e a un'idea di personalizzazione del servizio hi-tech.

A Biella due giovani ingegneri hanno ideato il primo e-commerce italiano di abiti maschili su misura. Su Lanieri.com è possibile configurare il proprio capo su misura. Si può anche decidere di toccare con mano tessuti anche in atelier o temporary shop a Milano, Roma, Torino, Bologna, Zurigo, Monaco di Baviera, Bruxelles e Parigi. 

9) Ricerca e brevetti

Innovazione vuol dire ricerca ma anche tutela della proprietà intellettuale e valorizzazione dei brevetti.

Contro la pirateria online a Bologna è nata una startup, Kopjra, che ha sviluppato un software che monitora in maniera automatica gli abusi e migliora i processi di rimozione di contenuti illeciti.

A Cosenza cinque giovani startupper sui 30 anni hanno inventato l'olio extravergine di oliva espresso: la novità sta nel consumare olio fresco in qualsiasi momento tramite Eva, un piccolo elettrodomestico, una sorta di frantoio in miniatura.

10) Big Data

I dati sono l'oro nero del nuovo millennio, ma ad analizzarli e a renderli fruibili sono persone fisiche. Dal data scientist all'IoT manager, ci sono già nuove professioni legate al mondo dell'innovazione ed è un mercato in grandissima ascesa.

Incrociando dati e contesto un team di cervelloni guidati da Fabrizio Fantini di Torino riesce a prevedere le vendite future di uno o più punti vendita. Questo si traduce in un risparmio di costi di magazzino e nella possibilità di vendere in modo molto più mirato. L'idea è di Evo Princing, startup angloitaliana di analisi predittiva con sede a Torino e Londra.

11) New Payment

Il contante del futuro passa per lo smartphone. Ma diventa anche altro, grazie a monete complementari, alternative, sistemi di pagamento ibridi. La rivoluzione delle startup fintech.

Un'idea che ha scalato i confini nazionali, arrivando ad essere raccontata anche sulle colonne del Financial Times, è Sardex, una moneta complementare, un circuito di credito commerciale alternativo diventato società per azioni. Oggi quasi tutto lo Stivale è coperto con circuiti locali figli di Sardex.net. Nello scorso anno tutti insieme hanno transato quasi 15 milioni di crediti e il network nazionale ha superato gli 8900 iscritti. 

12) Green

L'ultimo trend riguarda la ricerca di nuovi materiali e la sostenibilità dei processi, all'insegna dell'ecocompatibilità.

Rosita Pavone, laureata in biologia all'Università di Bari, dopo sei mesi nel nord-Europa è tornata insieme a delle colleghe nella terra natale per creare un'impresa: si chiama BioInnoTech e valorizza gli scarti agroalimentari attraverso processi biotecnologici innovativi, dando vita a nuovi prodotti. Dal siero di latte, prima smaltito anche illegalmente, nascono così nuovi prodotti per l'alimentazione o la cosmesi.

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