Lavoro

Povertà, chi ha diritto al Sostegno d'inclusione attiva 2017

Come funziona il sussidio contro la povertà destinato a 400mila famiglie con un figlio minorenne e un reddito isee inferiore a 3mila euro.

Povertà-Sussidi

Andrea Telara

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Un sussidio che può arrivare sino a 400 euro al mese e che potrà raggiungere 400mila famiglie. E' la promessa fatta nei giorni scorsi dal ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha annunciato l'estensione del Sostegno per l'Inclusione Attiva (Sia). Si tratta di una forma di  assistenza ai poveri che è già stata sperimentata negli anni scorsi su una platea ristretta di persone e che ora viene allargata a un numero maggiore di nostri connazionali. Il tutto, in attesa di vedere entrare definitivamente in vigore il Reis (reddito d'inclusione sociale), un sussidio universale che funziona più o meno come il Sia ma che verrà istituito ufficialmente con il prossimo disegno di legge contro la povertà, in fase di approvazione in Parlamento.

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In attesa di vedere nascere il Reis, il ministro Poletti vuole intanto cercare di combattere la povertà con il Sia, raddoppiando il numero dei beneficiari rispetto a oggi. In questo modo, secondo il ministro, tutte le famiglie molto povere e con almeno un figlio minorenne a carico saranno coperte dal sussidio. Ma quali sono i requisiti per ottenerlo? Innanzitutto, il criterio di base per poter accedere all'indennità è avere un reddito inferiore a 3mila euro annui, calcolato secondo i parametri dell'Isee, un indicatore che misura il reale tenore di vita della famiglia tenendo conto, oltre che dei redditi di lavoro, anche del numero di figli a carico o del patrimonio immobiliare e finanziario posseduto.

I requisiti per avere l'assegno


Una volta verificato il requisito-base sull'isee, però, il sussidio contro la povertà viene assegnato in base a un punteggio, che dipende molto dalla composizione della famiglia. Un nucleo familiare con due figli minorenni, per esempio, ottiene almeno 10 punti, con 3 figli 20 punti e con 4 figli 25 punti. Influisce sul punteggio anche il livello di reddito: una famiglia senza alcuna fonte di guadagno (reddito isee pari a zero) ottiene per esempio  25 punti indipendentemente dal numero di figli. Da quest'anno, a detta di Poletti, per avere diritto al Sostegno per l'Inclusione attiva baserà ottenere un punteggio di 25, mentre prima il requisito minimo era fissato a 45 punti.


L'indennità viene erogata dall'Inps attraverso una carta di pagamento elettronica che permette di  coprire le spese di prima necessità (per esempio quelle per i  cibi, farmaci o le bollette) e varia in base al numero di componenti il nucleo familiare. Una single povero ottiene un sostegno di appena 80 euro al mese, una coppia 160 euro, una famiglia con tre componenti riceve un'indennità di 240 euro mensili e così via, fino ad arrivare a un massimo di 400 euro ogni 30 giorni, destinati però soltanto  ai nuclei familiari molto numerosi con più di 5 componenti.

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