Arriva l'intelligenza artificiale che seleziona i candidati

I sistemi analitici predittivi di HireVue danno la precedenza al potenziale sul curriculum

Selezione del personale

La selezione del personale conta sulle macchine - 30 agosto 2017 – Credits: iStock - alphaspirit

Stefania Medetti

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Il futuro della selezione del personale passa attraverso la tecnologia. Non solo perché oltre il 50% di chi cerca lavoro si candidata attraverso uno smartphone, come svela la società di head hunter ClearCompany, ma anche perché il 79% degli uffici del personale intende usare i video per raggiungere una più ampia fonte di talenti a livello mondiale. 

Il software di HireVue

Una fra le novità destinate a cambiare lo scenario è il software di intelligenza artificiale ideato dall'americana HireVue. Il programma somministra le interviste video ai candidati e permette di individuare i più promettenti in base ai parametri stabiliti dall’azienda. HireVue, infatti, è in grado di monitorare 15mila tratti di una persona, compresi la scelta del linguaggio, i movimenti oculari, la velocità di risposta e il livello di stress. Ma non è tutto, perché i sistemi analitici predittivi imparano dall’esperienza e quindi codificano i tratti dei talenti selezionati e li ricercando in futuri candidati. In pratica, il sistema si affina con l’uso che ne fa ogni singola azienda.

Come cambia il processo

I candidati partecipano a un’intervista video rispondendo ad alcune domande standard. Il computer “legge” le risposte e individua i più promettenti che arrivano davanti a un selezionatore in carne e ossa. Dunque, fra le variabili che iniziano a pesare di meno nel processo di selezione ci sono il curriculum e i pregiudizi del selezionatore. Nel conto entra anche il fatto che gli algoritmi valutano il potenziale del candidato.

I vantaggi per i cacciatori di teste

I candidati possono partecipare all’intervista in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, liberando il tempo dell’intervistatore che ha la possibilità di valutare un maggior numero di professionisti, di sceglierli in modo indipendente dalla loro posizione geografica e di confrontarli fra di loro sugli stessi parametri. Le video interviste, inoltre, possono essere condivise con il resto del team e con il management. 

Chi lo ha già messo alla prova

Fra le aziende che utilizzano già il servizio ci sono Walmart, Goldman Sachs e J.P. Morgan. Nel Regno Unito, Vodafone ha passato in rassegna 50mila candidature, racconta The Times, per posizioni junior e intende avvalersi dello stesso programma anche per la selezione di manager ed executives. Anche Unilever si rivolge all’intelligenza artificiale per scremare i candidati: a oggi, fa sapere Fox Business, gli algoritmi hanno valutato 275mila candidature, di cui circa la metà sono state fermate al primo step, grazie a una serie di online games disegnati per misurare la capacità di concentrazione sotto pressione e la memoria a breve termine. Un terzo dei partecipanti rimasto, invece, è stato invitato a un’intervista video con HireVue che filtra il 60-80% dei candidati. I selezionatori, dunque, hanno incontrato 300 candidati per 200 posizioni disponibili.

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