Disoccupazione giovanile al 46 per cento, è record

Quasi un under 25 su due è senza lavoro: si tratta del dato più alto dal 1977. Cresce anche l'indice generale dei non occupati

– Credits: Federico Olivieri/Imagoeconomica

Gianluca Ferraris

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Il tasso di disoccupazione dei giovani italiani in età compresa tra i 15 e i 24 anni è salito al 46 per cento nel primo trimestre del 2014. Si tratta, in base a confronti annui, del record assoluto, trattandosi del valore rilevato più alto da quando, nel 1977, l'Istat procede alla compilazione dei dati trimestrali. Lo ha comunicato pochi minuti fa lo stesso Istituto nazionale di statistica nel suo bollettino periodico.

Il dato è sconfortante anche se ristretto al solo mese di aprile, per il quale l’Istat fornisce al momento soltanto una rilevazione provvisoria. Secondo la quale, tuttavia, nel quarto mese dell’anno il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale dei soggetti occupati o in cerca, è stato pari al 43,3 per cento, in aumento dunque di quasi mezzo punto percentuale rispetto al 12,9 per cento di marzo e di ben 3,8 punti nel confronto tendenziale. Si tratta, in questo caso, del valore più alto da dieci anni a questa parte.

Nessuna buona notizia neppure sul fronte dei dati assoluti: nel primo trimestre del 2014 il tasso di disoccupazione generale, in crescita da 11 trimestri consecutivi, ha raggiunto il 13,6 per cento della forza lavoro italiana (+0,8 punti percentuali rispetto a un anno fa). Anche qui, purtroppo, ci troviamo di fronte a un record storico: l’incremento su base annua risulta infatti essere il più alto dall’inizio delle serie storiche Istat. L’indicatore, infine, cresce per entrambe le componenti di genere, portandosi al 12,9 per cento per gli uomini e al 14,5 per cento per le donne.

Il tasso di disoccupazione tocca il suo picco nel Mezzogiorno, dove vola al 21,7 per cento nel primo trimestre per toccare, tra i giovani, addirittura il 60,9 per cento. Lo rileva ancora l'Istat, spiegando che sono 347mila i ragazzi in cerca di lavoro al Sud.

Dati inquietanti, in controtendenza rispetto alle attese del governo e soprattutto rispetto alle analoghe rilevazioni compiute dall'Eurostat su base continentale. L'intera Eurozona mette infatti in mostra un lieve calo del tasso di disoccupazione che ad aprile 2014 è passato all'11,7% dall'11,8% del mese precedente, mentre un anno fa era al 12%. Nella Ue il dato è passato al 10,4% da 10,5% a marzo (un anno fa era al 10,9%). Il mese scorso l'Europa a 27 contava 25,471 milioni di disoccupati di cui 18,751 milioni nell'Eurozona: rispetto a marzo i disoccupati sono dunque 151mila in meno nella Ue e 76mila nell'Eurozona e rispetto a un anno prima sono diminuiti rispettivamente di 1,167 milioni e 487 mila unità. A guidare la classifica della "ripresina" sembra essere la Spagna: Madrid ha già rilasciato i dati provvisori del mese di maggio che mettono in evidenza un aumento degli occupati pari a quasi due punti e mezzo percentuali.

La fotografia del mercato del lavoro allarma il governo, anche se a caldo il ministro del Welfare Giuliano Poletti si dice ancora ottimista: "L'obiettivo è produrre entro fine anno almeno il cambio di segno", ha sottolineato a un convegno della Fondazione Cariplo. "Teniamo conto che parliamo degli esiti del trimestre in cui il Pil italiano è sceso dello 0,1%, per cui l'occupazione si è di fatto allineata a quel dato".

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