Lavoro

Cos’è la direttiva Bolkenstein, quella contro cui protestano anche i tassisti

Si tratta di un pacchetto di misure, approvate dall’Ue nel 2006, che dovrebbe favorire la libera circolazione dei servizi

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Giuseppe Cordasco

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Il motivo della protesta dei tassisti, che in questi giorni stanno bloccando molte città italiane, risiede a ritroso nella cosiddetta Direttiva Bolkenstein. Si tratta di un pacchetto di misure, che porta il nome dell’allora Commissario al mercato interno e alla concorrenza, l’olandese Frits Bolkenstein, che in pratica ha l'obiettivo di favorire la libera circolazione dei servizi e l'eliminazione delle barriere tra i vari Paesi Ue. Ecco perché è anche definita "direttiva servizi”.

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Per chiarezza bisogna dire che le norme in essa contenute sono state approvate a Bruxelles nel 2006 e l’Italia ha già provveduto, come d’obbligo per i Paesi membri dell’Unione, a recepirle nel 2010, quando alla presidenza del Consiglio c’era Silvio Berlusconi. Nel frattempo però è accaduto che alcune disposizioni, in particolare quelle che riguardano il trasporto delle persone, e dunque i noleggiatori con conducente e altri servizi annessi, siano state in pratica sospese in attesa che una legge specifica ne regolasse il funzionamento. In questa sorta di vuoto legislativo, gli Ncc, ma da qualche tempo anche l’operatore virtuale Uber, hanno continuato ad operare generando un malumore sempre più acceso nella categoria dei tassisti.

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L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso della protesta, manifestatasi poi in maniera anche violenta soprattutto a Roma, è stato l’emendamento al decreto Milleproroghe che sospende ancora e fino al prossimo 31 dicembre, l'efficacia della norme sopra citate, che come detto, dovrebbero mettere forti limiti all’attività dei noleggi con conducente (Ncc) e ai nuovi operatori quali appunto Uber. Nello specifico, il testo del decreto Milleproroghe contro cui si sono concentrate le proteste dei tassisti prevede che il ministero dei Trasporti abbia tempo fino al 31 dicembre 2017 per emanare il decreto che contiene tutte le norme contro l’esercizio abusivo del servizio taxi e del servizio noleggio con conducente. Quindi, di fatto, questa proroga concede un altro anno di tempo al legislatore per regolamentare il settore. 

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Un nuovo inatteso rinvio che, come detto, è stato mal digerito dai tassisti. I quali, in tema di avversità alla Direttiva Bolkenstein non sono certo da soli. Contro di essa infatti, è bene precisarlo protestano infatti anche gli ambulanti che contestano l'obbligo di messa al bando delle concessioni in scadenza di spazi pubblici e beni demaniali. Concessioni che tra l’altro spesso venivano rinnovate senza gare aperte ad altri operatori, in automatico, come ha evidenziato la Corte di Giustizia. E nella platea dei nemici della Bolkenstein si annoverano infine anche i gestori degli stabilimenti balneari che contestano le modalità di revisione delle concessioni pubbliche, nonostante un articolo del decreto Milleproroghe sposti al 31 maggio 2018 il termine per rimettere a bando le concessioni rilasciate dagli enti locali.

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