Economia

Province: è pioggia di aumenti per rc auto e imposta di trascrizione

Stimati rincari fino al 30%. Ennesima batosta al mercato dell’auto già in difficoltà

Secondo le intenzioni del governo, molte di loro dovrebbero essere abolite oppure accorpate , ma per il momento le province esistono e continuano a far sentire la loro presenza. Soprattutto in termini di tassazione imposta ai cittadini. Sembra infatti quasi una rivincita nei confronti dei contribuenti, che forse hanno festeggiato troppo prematuramente la loro scomparsa, la decisione presa a livello territoriale proprio dalle province di aumentare una serie di tasse che riguardano il settore delle automobili.

Come se già non bastassero gli aumenti di pedaggio autostradale e soprattutto dei prezzi dei carburanti , ora gli automobilisti italiani dovranno fare i conti anche con i rincari della tassazione sull’Rc auto e dell’Ipt, l’Imposta provinciale di trascrizione. Ma andiamo con ordine.

Rc auto
In base alle nuove norme sul federalismo fiscale, stabilite dal decreto legislativo n. 68 del 2011, sono proprio le province a beneficiare del gettito dell’imposta sulle polizze Rc auto. Si tratta di una tassa che presenta un’aliquota di base a livello nazionale fissata al 12,5%. Le province però, e qui viene il bello, possono a propria discrezione aumentare fino a un massimo del 3,5% questa aliquota. Ebbene, complice la crisi economica che ha diminuito qualsiasi altra entrata e considerando i tagli ai trasferimenti da parte dello Stato centrale, dai primi dati disponibili che riguardano circa il 70% delle province italiane, la maggior parte di loro ha deciso di sfruttare al massimo questa opportunità, aumentando del 3,5% l’aliquota.

Si fa prima a citare i casi, sporadici, di province che hanno deciso per il momento di risparmiare questo ennesimo salasso ai propri cittadini: si tratta di Trento, Bolzano, Aosta e Firenze. Mosche bianche, come detto, in un contesto che vede dunque aumenti generalizzati.

Imposta provinciale di trascrizione
Ma le cattive notizie per gli automobilisti dal fronte delle province non finiscono qui. Una brutta sorpresa infatti attende tutti quelli che nei prossimi mesi decideranno di acquistare un’automobile, sia essa nuova o usata. In questi casi infatti bisogna iscrivere il veicolo o annotare il passaggio di proprietà presso il Pra, il Pubblico registro automobilistico. Per farlo ovviamente bisogna fare fronte al pagamento dell’ennesimo balzello, la cosiddetta Imposta provinciale di trascrizione, una tassa che come dice il nome è anch’essa di competenza delle province. Anche in questo caso esistono delle tariffe base di carattere nazionale, che sono pari a circa 150 euro per veicoli fino a 53 chilowatt (Kw) pari a 72 cavalli (CV) di potenza, mentre oltre questa soglia, si moltiplica ogni kW aggiuntivo per un valore pari a 3,5 euro.

Alle province però è data facoltà di incrementare questi due valori a propria discrezione e, dai dati disponibili finora, emerge che ci sono stati rincari generalizzati con punte massime anche del 30%. E se finora dunque i valori massimi, registrati in alcune province, erano pari a 196 euro per mezzi fino a 53 Kw e fattori moltiplicativi aumentati fino a 4,6 euro per chilowatt aggiuntivo, ora ci si dovrà attendere tariffe ancora superiori. Sarà bene dunque informarsi bene, prima di procedere all’acquisto di un’auto, sull’entità dell’Ipt nella propria provincia di appartenenza per evitare spiacevoli sorprese all’atto della registrazione presso il Pra. Certo non una buona notizia per il mercato delle automobili che già attraversa un periodo nero a livello di vendite.

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