E se l'Europa attribuisse una “personalità elettronica” ai robot?

Uno stato legale specifico renderebbe le macchine più sofisticate responsabili delle loro azioni

Robot

Robot - 23 aprile 2018 – Credits: iStock - sarah5

Stefania Medetti

-

Il Parlamento Europeo ha acceso i riflettori sulla necessità di una figura giuridica per robot e intelligenza artificialeA Bruxelles, riferisce Slate, si discute infatti della possibilità di attribuire una “personalità elettronica” ai robot che prendono decisioni maniera autonoma o interagiscono con terze parti in modo indipendente. Questa possibilità trasformerebbe i robot più sofisticati in entità legali con diritti e responsabilità, proprio come avviene per le personalità delle aziende.

Gli esperti che dicono “no”

Contro la proposta, pochi giorni fa, si sono espressi 156 esperti di robotica, etica, medicina e legge di 14 paesi che sostengono che l’ipotesi delle istituzioni europee sia priva di senso e pragmaticità. Secondo gli esperti, infatti, la personalità legale ipotizzabile per il robot non ha nulla a che vedere con il modello di persona naturale, entità legale o trust del sistema legislativo anglosassone e sarebbe solo un modo per sollevare i produttori di robot dalle loro responsabilità. I firmatari della lettera, inoltre, accusano l'Unione Europea di sopravvalutare le capacità dei robot più avanzati complice, non ultima, una percezione distorta dalla fantascienza.

Muoversi prima che sia troppo tardi

Ha un punto di vista diametralmente opposto John Frank Weaver, autore di "Robots are people too - How Siri, Google Car and artificial intelligence will force us to change our laws" (Anche i robot sono persone - Come Siri, Google Car e l'intelligenza artificiale ci obbligheranno a cambiare le nostre leggi) che sottolinea l'importanza di cominciare a pensare a una cornice legale di riferimento prima che sia troppo tardi. Nel suo saggio, infatti, sostiene che i robot avrebbero diritto alla libertà di parola, di cittadinanza, alla protezione legale che significa libertà di sottoscrivere contratti, necessità di un’assicurazione obbligatoria e diritto alla proprietà intellettuale di cui possono essere creatori. 

Un settore in continua crescita

Infine, Politico ricorda che le ultime generazioni di robot sono in grado di compiere azioni che, fino a poco fa, richiedevano l’intervento umano. Inoltre, il numero dei robot continua a crescere. Secondo le previsioni, le vendite di consumer robot, cioè i robot compagni della vita domestica, dovrebbero passare dai 5,4 miliardi di dollari del 2018 a 14,9 nel 2023. Il giro d’affari dei cobots, le macchine che lavorano accanto agli uomini, dovrebbe passare da cento milioni di dollari del 2015 a tre miliardi di dollari nel 2020, mentre quelli più sofisticati per uso industriale potrebbero raggiungere 40 miliardi di dollari nel 2020, 15 in più rispetto al 2013.

Per saperne di più:

- Perché i robot ci rubano il lavoro

- Robot: cosa succederà al capitalismo di mercato?


© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Robot e intelligenza artificiale minacciano 66 milioni di posti di lavoro

Per l’Ocse, la mancanza di progetti di formazione e tutela toccherà un lavoratore su sette

Impareremo le lingue conversando con un insegnante robot

Il Mit di Boston e ABA English lavorano a un corso personalizzato dall'intelligenza artificiale che si basa sull'assistente vocale Alexa di Amazon

Ecco come il Giappone sta usando i robot per il "caregiving" degli anziani

Nel 2020, prevede il governo, quattro pazienti su cinque verranno accuditi da intelligenze artificiali e automi "da sollevamento"

Commenti