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Ue-Italia: oggi la resa dei conti

C'è attesa per sapere quali saranno gli impegni vincolanti per il 2017 in cambio della flessibilità sui conti pubblici chiesta dal Governo

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Il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker a Romacon il premier Matteo Renzi, 26 febbraio 2016. – Credits: ANSA/ GIUSEPPE LAMI

Il compromesso tra la Ue e l'Italia sui conti pubblici ancora non c'è. La Commissione europea e via XX Settembre stanno negoziando ormai da giorni, e slitta a oggi la nuova lettera, che molti attendevano invece per ieri, con cui Bruxelles formalizzerà le sue richieste in cambio della concessione di tutta la flessibilità auspicata dal Governo.

No manovra correttiva ma...
Non ci sarà la richiesta di una manovra correttiva per quest'anno, ma quasi certamente la formulazione di impegni vincolanti per il 2017. La quantificazione delle cifra - secondo indiscrezioni si tratterebbe di circa tre miliardi di euro - e il grado di automatismo della correzione sono proprio l'oggetto della trattativa.

L'Italia vorrebbe evitare cifre scritte che suonerebbero troppo coercitive, mentre i falchi della Commissione spingono perchè si metta tutto nero su bianco. Bruxelles non è soddisfatta del debito troppo elevato, che ha portato l'Italia a violare la regola che ne fissa il ritmo di riduzione, e non ritiene sufficienti quei "fattori rilevanti" con cui il ministro dell'economia Pier Carlo Padoan ha giustificato lo scostamento dagli obiettivi pattuiti con l'Ue.

Stando alle regole, la Commissione potrebbe aprire una procedura per debito eccessivo. Ma nessuno ha intenzione di applicare le regole alla lettera, soprattutto in questa fase storica di euroscetticismo galoppante. E tutti sono d'accordo anche a concedere nuovi margini di flessibilità che, cumulati, arriverebbero a 0,85% del Pil.

Le richieste all'Italia
Resta però la necessità di non usare due pesi e due misure, applicando sconti eccessivi all'Italia e procedendo invece contro Spagna e Portogallo, che sarebbero molto vicini alle sanzioni. Per questo Bruxelles sta valutando in che modo ottenere dall'Italia almeno un piccolo sforzo supplementare sul saldo strutturale - come potrebbero essere i tre miliardi - da inserire nella prossima legge di stabilità.

Andrebbe ad abbattere il debito, che quest'anno è rimasto fermo al 132,7% del Pil. Ma Roma sta cercando di evitare che si facciano cifre precise, anche perchè potrebbero essere modificate qualora andasse in porto la revisione del metodo di calcolo dell'output gap, avviata di recente.

E che però - fa sapere Bruxelles - non avrà tempi brevi. La Ue vorrebbe inoltre che l'Italia chiarisse i suoi piani per sterilizzare le clausole di salvaguardia sull'Iva, che il ministro Padoan ha confermato di voler abolire ma senza precisare le misure alternative. Le ultime previsioni Ue danno un deficit all'1,9% per il 2017, che però ha incorporato solo metà dello 0,9% di aumento dell'Iva varato come clausola di salvaguardia a fine 2015, proprio perchè le misure compensatorie erano ancora troppo vaghe.

Anche l'anno scorso la Commissione chiese all'Italia uno sforzo supplementare di 0,25% prima di concedere, a febbraio, lo 0,4% di flessibilita' sulle riforme strutturali. Per quest'anno si profila lo stesso scenario. (ANSA)

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