In Portogallo zero carbone, solo energie rinnovabili

Lisbona produce più energia di quanta ne consumi, e così l'aria diventa più pulita e le bollette più leggere

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Turbine eoliche nel nord del Portogallo – Credits: NICOLAS ASFOURI/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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Redes Energéticas Nacionais, la società che gestisce la rete di distribuzione energetica in Portogallo (l'equivalente della nostra Terna), ha reso noto che l'elettricità prodotta da fonti rinnovabili nel mese di marzo ha superato il consumo nel Paese del 3,6%: un risultato che non ha precedenti nella storia portoghese ed europea.

Un paese che si sostiene con le rinnovabili

Anche se in alcune giornate il Portogallo ha comunque avuto bisogno di ricorrere all'energia prodotta da centrali termoelettriche con combustibili fossili o di importarne dall'estero, in altre giornate la produzione da rinnovabili è stata abbondantemente superiore al consumo, con picchi di un eccesso di produzione pari al 43%. Il record è stato un periodo di 70 ore consecutive in cui il Portogallo si è servito esclusivamente dell'energia elettrica rinnovabile prodotta sul territorio nazionale.

Il successo di una buona pianificazione

Il risultato, benché di portata storica per le sue implicazioni in chiave di sostenibilità ambientale, era ampiamente prevedibile. Le fonti rinnovabili rappresentano una sorgente di approvvigionamento importantissima per il Portogallo, che ha investito, in particolare, nell'idroelettrico e nell'eolico, i quali garantiscono rispettivamente il 55% e il 42% del consumo mensile.

Bollette più basse e aria più pulita

L'impatto degli sforzi compiuti è evidente sotto molti punti di vista. Da un lato, sono state massicciamente ridotte le emissioni inquinanti di anidride carbonica, migliorando la qualità dell'aria; dall'altro, l'industria portoghese ne ha ampiamente beneficiato: basti pensare che l'esportazione di energia elettrica a marzo è stata pari a 878 GWh, equivalenti a quasi il 20% del consumo nazionale. Anche le bollette per famiglie e imprese sono calate.

L'efficacia di una classe politica determinata

Il Portogallo ha compiuto passi da gigante in poco tempo. Nel 2013, le rinnovabili rappresentavano solo il 25% del consumo di energie, ma la decisa volontà politica di imprimere una svolta nelle politiche energetiche ha avuto esiti davvero positivi.  E l'Italia? Nonostante l'impegno, preso proprio insieme al Portogallo (e all'Olanda), ad abbandonare il carbone entro il 2025, siamo ancora molto indietro: la quota delle rinnovabili elettriche sulla domanda è risultata nel 2017 del 32,4%, in calo rispetto al 34% dell'anno precedente. Certo, il Portogallo è un mercato difficilmente paragonabile al nostro, anche solo per le sue dimensioni (il consumo di energia elettrica italiano è oltre sei volte superiore a quello portoghese), ma quello che arriva da Lisbona è un esempio da seguire.

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