Decreto del fare, le cinque novità che (forse) semplificheranno la vita

Dal wifi liberalizzato ad una Equitalia più morbida ai rimborsi della Pubblica Amministrazione, tra luci e ombre

Cinzia Meoni

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La lunga maratona legislativa per arrivare alla approvazione del cosiddetto Decreto del Fare (decreto legge 69/2013) , approvato ieri alla Camera (la palla è ora passata al Senato) sta portando qualche buon frutto tra i suoi 114 articoli. Almeno sulla carta infatti non mancano piccoli passi studiati per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Al di là dei progetti legati alle infrastrutture che pure in futuro potrebbero esserci d’aiuto (è previsto un Fondo con una dotazione di 2,69 miliardi, ripartiti nel quinquennio 2013-2017), o alle grandi promesse per incrementare i progetti  per la ricerca, la normativa in concreto aiuta a semplificare l’esistenza su questioni magari banali ma che riguardano la vita quotidiana.

Ecco cinque problemi che il Decreto del Fare promette di risolvere:

1-Liberalizzazione del wifi. Finalmente sarà possibile collegarsi alla rete semplicemente connettendosi con il proprio dispositivo da qualsiasi accesso wifi gratuito. Ristoranti, bar, hotel, palestre o qualsiasi altro esercente potrà offrire il servizio wifi senza dover garantire la tracciabilità dell'utente. Abbattendo anche quest’ultimo ostacolo, ovvero la procedura di autentificazione per l’accesso al wifi, verrà rimosso il freno un ulteriore diffusione delle reti libere e della loro fruizione. Peccato che la buona notizia sia stata accompagnata da quella relativa al taglio dei fondi destinati all’agenda digitale .

2-Tentativi di velocizzazione dei tempi della giustizia. Un’aspirazione che però trova concretezza nella introduzione del giudice ausiliario che dovrebbe aiutare a smaltire le cause in arretrato. Inoltre, sempre sul fronte della giustizia civile è previsto uno snellimento del procedimento di opposizione al decreto ingiuntivo, nella speranza che i tempi vengano così ridotti e la certezza del diritto assicurata.

3-Rimborsi dalla Pubblica Amministrazione: Il decreto del fare introduce un rimedio che, visto lo scenario di riferimento , potrebbe tentare di essere una soluzione all'annoso problema dei ritardo dei pagamenti della pubblica amministrazione alle aziende fornitrici: l’indennizzo automatico di 30 euro per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 2000 euro. Meglio comunque frenare i facili entusiasmi. Prima di tutto l’indennizzo è stato introdotto in via sperimentale, inoltre il diritto sorge solo se l’interessato ha formulato la richiesta al debitore entro un termine perentorio di sette giorni e sempre che anche il debitore non abbia rispettato il termine.

4- Equititalia più “materna”. Il decreto prevede una serie di misure destinate ad aiutare i contribuenti in difficoltà, un'ipotesi concreta vista la recessione in corso. Si va dalla possibilità di rateizzare il pagamento delle imposte in dieci anni (rispetto alle attuali 72 ratte mensili), eventualmente prorogabili per altri dieci anni, alla previsione che possano essere non pagate fino a otto rate prima di decadere dal beneficio della rateizzazione del debito. È inoltre stabilito un assunto cardine per la moderna sensibilità in tema di diritti civili come l'impignorabilità della prima ed unica casa purché non di lusso. Per quanto riguarda invece le società, Equitalia non potrà sequestrare il macchinario o il bene mobile se l’azienda o il professionista dimostra che è “strumentale" alla propria attività.

5-Finanziamenti agevolati per le pmi. L’iniziativa potrebbe aiutare a rilanciare l’economia e prevede l’istituzione di un plafond da 2,5 miliardi (incrementabile fino a 5) presso la Cassa Depositi e Prestiti. Il fondo fornirà alle banche la necessaria provvista per la concessione alle imprese di finanziamenti agevolati l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuove a uso produttivo. 

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