Cina: le opportunitá nel settore agricolo

Via libera agli investimenti in allevamenti di bestiame e pollame, prodotti da acquacoltura, macchinari agricoli e procedimenti e prodotti eco-sostenibili

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Una fattoria di granchi in Cina – Credits: JOHANNES EISELE/AFP/Getty Images

Claudia Astarita

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La Cina ha un'unica priorità al momento: rilanciare il settore agricolo in tutto il paese. La forte pressione demografica rende inevitabile cercare un modo per aumentare la produttività del comparto primario. Del resto, la Cina si ritrova a sfamare circa un quinto della popolazione mondiale avendo a disposizione appena il 7 per cento dei terreni coltivabili, e ha sempre avuto problemi di approvvigionamento di derrate agricole.

Il sistema attuale è estremamente inefficiente: fattorie e aziende agricole sono state mantenute in piedi grazie ai sussidi (che non a caso dal 2010 ad oggi sono raddoppiati), e la scelta del governo di elargire risorse ha consolidato una serie di distorsioni nel mercato (scarsa meccanizzazione, sistemi di irrigazione, prezzi, e via dicendo) ormai difficili da eliminare. Ecco perché Xi Jinping ha deciso di tentare la strada della rivoluzione agricola per cercare di colmare il deficit di produzione del paese e, contemporaneamente, rimettere in piedi quello che, in fin dei conti, resta il cuore dell'economia cinese, sia dal punto di vista ideologico che da quello pratico. Tuttavia, sapendo di non disporre delle tecnologie e delle capacità necessarie per portare a termine questo ambiziosissimo piano, ha deciso di spalancare le porte agli investimenti esteri, e così facendo sta creando nuove opportunità un po' per tutti.

Le novità dell'ultimo piano quinquennale

L'ultimo piano quinquennale sull'economia rurale parla chiaro. La Cina ha bisogno di rilanciare la cooperazione con il resto del mondo per raggiungere tre obiettivi: creare delle multinazionali agricole in grado di soddisfare la domanda interna di generi alimentari; controllare meglio i flussi di importazioni ed esportazioni per evitare una sovraesposizione dell'economia cinese; potenziare le filiere in cui la Repubblica popolare è già forte, come quelle delle colture orticole e dei prodotti da acquacoltura, per aumentare le esportazioni verso l'estero

Non solo: la Cina ha messo nero su bianco il proprio interessa a collaborare con chiunque: dall'Africa all'America del nord, dall'America Latina all'Europa. Le nuove joint-venture dovranno diventare campionesse di marketing, qualità, produttività ed efficienza. E una volta capito quale possa essere la struttura migliore per una grande azienda agricola, Pechino penserà a finanziare le aziende cinesi più virtuose per aiutarle a seguire questo modello di sviluppo vincente.

Il vero obiettivo della Cina

Questo ambizioso progetto di potenziamento dell'economia rurale nasconde un obiettivo ben chiaro: quello di trasformare la Cina in un leader mondiale della produzione agricola. Il desiderio di sfruttare il presunto potenziale cinese per rilanciare l'economia anche con le esportazioni di prodotti biologici è certamente legittimo, ma non per questo automaticamente realizzabile.

Le opportunità da non perdere

Ecco perché, anche se nel lungo periodo la Cina cercherà di dominare anche il mercato agricolo globale, le enormi difficoltà oggettive che rendono questo progetto sostanzialmente impossibile dovrebbero convincere tanti a cogliere le opportunità che la Repubblica popolare offre oggi. Al momento Pechino ha intenzione di dare il via libera agli investimenti in allevamenti di bestiame e pollame, prodotti da acquacoltura, macchinari agricoli e procedimenti e prodotti eco-sostenibili.

Le potenzialità di questo mercato sono enormi, almeno tanto quanto i problemi da risolvere. Distorsioni, bassa meccanizzazione, packaging, fertilizzanti, eliminazione di patiche inquinanti, sono solo alcuni del settori in cui le aziende straniere competenti farebbero bene ad investire. Del resto, Xi Jinping ha già specificato di non avere nessun tipo di pregiudizio sull'origine degli aiuti, quindi tanto vale fare da apripista, in maniera da guadagnarsi la fiducia del regime e una buona posizione su un mercato già esplosivo.


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