Eventi, programmi di mentoring e formazione individuale, supporto agli sviluppatori, progetti di scambio: sono questi in sintesi i principali benefit di cui potranno godere le aziende e gli imprenditori di Talent Garden Milano, da oggi ufficialmente parte della rete Google for Enterpreneurs, la divisione di Google che si occupa di formare e connettere le startup di tutto il mondo.

Per il popolare network di coworking si tratta di un altro passo in avanti nell’ottica di quel processo di internazionalizzazione tanto auspicato dal suo fondatore e CEO Davide Dattoli. In questo senso, il focus su Milano, una città che da sola conta quasi un quarto delle startup italiane innovative, sembra essere la scelta più ovvia e naturale per avviare un percorso di questo tipo.

Un passaporto per conoscere il mondo (delle startup innovative)

Nello specifico, i membri di Talent Garden Milano potranno accedere ai programmi di scambio, formazione e condivisione di Google For Entrepreneurs, fra cui anche sessioni di mentorship e incontri con gli investitori. E avranno diritto a uno speciale passaporto per incontrare, conoscere e confrontarsi con le altre startup internazionali che fanno parte del programma.

L’obiettivo della partnership, ha spigato Fabio Vaccarono, Managing Director di Google Italia, è quello di alimentare l’ecosistema delle società che hanno scelto la tecnologie a la trasformazione digitale come leva per affermarsi sul mercato e in particolare aumentare le opportunità per la comunità di imprenditori che vogliono competere nel mercato globale.

Boschi:la politica deve essere all'altezza delle trasformazioni digitali

All’evento di presentazione dell'accordo è intervenuta anche la Sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Maria Elena Boschi, che ha sottolineato il ruolo decisivo della politica nei progetti di trasformazione digitale che stanno avendo luogo nel nostro Paese. "Dobbiamo essere all’altezza di questo scenario", ha spiegato il Ministro, confermando il rifinanziamento del progetto Industria 4.0 e auspicando un cambio di passo importante a tutti i livelli, anche in quelli dedicati alla cultura e alla formazione: "In un mondo che ci chiede di essere duttili e rinnovarci in continuazione, le competenze acquisite sui banchi scuole possono non essere più sufficienti".

Proprio in quest’ottica vanno letti gli sforzi del governo e in particolare del Ministero delle Pari Opportunità per aumentare le quote rosa nelle cosiddette materie STEM, come matematica, informatica e coding. “In Italia la percentuale di programmatrici donne rispetto al totale è del 9%”, ha sottolineato la Boschi. “Troppo poche per quella che dovrebbe essere una delle professioni del futuro”.

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