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Rcs, i ricorsi contro l'opas di Cairo

Perché la battaglia per la conquista della casa editrice è finita in una guerra di carte bollate

“Non c'è alcun presupposto per sospendere l'opas (offerta pubblica di acquisto e scambio) lanciata da Cairo Communication”. Con queste poche frasi, stamattina la Consob ha respinto il primo tentativo di rimettere tutto in discussione nella scalata a Rcs, la casa editrice che controlla il Corriere della Sera e che è stata da poco conquistata da Urbano Cairo. Come sa bene chi ha seguito le cronache finanziarie delle ultime settimane, l'editore alessandrino (con la sua Cairo Communication) è riuscito a impadronirsi di Rcs vincendo la concorrenza di un'altra cordata: quella di International Media Holding (Imh), società da alcuni esponenti del salotto buono del capitalismo italiano come il finanziere Andrea Bonomi, il patron di Tod's Diego Della Valle, Mediobanca, Pirelli e Unipol.

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L'offerta di Cairo è riuscita a rastrellare quasi il 50% delle azioni Rcs, il 13% in più rispetto ai rivali. Per International Media Holding, però, la partita non è chiusa. Gli sconfitti hanno infatti presentato un esposto alla Consob e vogliono vederci chiaro in alcuni movimenti azionari precedenti la scadenza delle due offerte concorrenti. Anzi, secondo quanto riporta il Sole 24Ore, gli esposti alla Consob sarebbero addirittura tre: uno di Imh, uno presentato autonomamente da Pirelli e un altro di Diego della Valle. “Vorrei essere rassicurato dalle autorità competenti sul fatto che tutto si sia svolto nel rispetto delle regole”, ha scritto in una nota odierna il patron di Tod's. Oltre a ricorrere alla Consob, poi, gli sconfitti nella battaglia di Rcs si sono rivolti addirittura alla Procura della Repubblica di Milano, per accertare anche se ci sono comportamenti contrari alla legge penale.


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La scalata a Rcs, insomma, non è del tutto chiusa e potrebbe trasformarsi da semplice battaglia finanziaria in una guerra giudiziaria o quasi. Alla base di tutto, secondo i soci perdenti, ci sarebbero appunto alcune operazioni finanziarie su cui occorre fare luce. In particolare, l'obiettivo è avere lumi sull'acquisto del 4% di Rcs da parte di Equita, società di intermediazione che ha svolto il ruolo di advisor (consulente) per Cairo. Nel mirino potrebbero essere però finite anche alcune operazioni di hedge fund, cioè di fondi speculativi che hanno comparto circa un 15% di Rcs, in un periodo in cui è passato di mano in borsa oltre un quarto del capitale della società. E' ancora presto per fare previsioni su quale conclusione avrà la partita per conquistare Rcs. Intanto, però, una cosa è certa: se prima tutto sembrava finito il 15 luglio scorso con la vittoria di Cario, oggi la contesa si è riaperta inaspettatamente. Non sul mercato ma a suon di carte bollate.


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