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Maggiolino addio, perché Volkswagen non lo produrrà più

La casa di Wolfsburg ha deciso di sospendere la produzione del mitico Beetle nell’unico stabilimento in Messico dove ancora si costruiva

Maggiolino_Vw

Giuseppe Cordasco

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Un’altro pezzo storico del mondo dell’auto dice addio al mercato: le quattro ruote del mitico Maggiolino infatti, non calcheranno più le strade, visto che la Volkswagen ha deciso di fermarne la produzione nell’ultima fabbrica al mondo che realizzava ancora il celeberrimo Beetle, quella di Puebla in Messico.

Il pensionamento in effetti avverrà ufficialmente nel luglio del 2019, e la casa automobilistica di Wolfsburg ha deciso in questo ultimo lasso di tempo di cercare di onorare al meglio una vettura che prima che un mezzo di trasporto, è stata una vera e propria icona della nostra società.

E proprio a questo proposito l’ultimo anno di vita del Maggiolino sarà celebrato con due edizioni speciali, che non a caso si chiameranno Final Edition SE e Final Edition SEL.

Le ragioni dello stop

La decisione di mettere fine alla produzione di un'auto che, tra le altre cose, è stata protagonista di decine di film, è legata sostanzialmente al calo delle vendite.

Solo negli Stati Uniti, dove il Maggiolino era sbarcato nel lontano 1949, lo scorso anno le sue immatricolazioni sono calate del 3,2%, e la Volkswagen non ha potuto non prendere atto che ormai i consumatori sono indirizzati in maniera preponderante verso i Suv.

In questo senso tra l’altro, l’addio al Beetle è in linea con una strategia della casa tedesca che mira già da qualche tempo a snellire la propria gamma di prodotti concentrandosi appunto sulle citate nuove esigenze dei consumatori, e cercare per questa via un rilancio dopo lo scandalo del dieselgate.

Una storia tra ombre (prima) e luci (poi)

Il rapporto fra la Volkswagen e il Maggiolino è da sempre stato complicato, con  molti tedeschi che associano l'auto a uno dei momenti più bui della storia della Germania.

Ferdinand Porsche lo aveva infatti ideato negli anni Trenta e Adolf Hitler, che voleva una vettura che la classe lavoratrice tedesca potesse permettersi, lo aveva subito adottato, finanziandolo: era nato così il Model T del partito nazista.

Una storia difficile dunque, che però, nei decenni successivi, non ha fermato il successo del Maggiolino a livello mondiale, con vendite complessive che hanno raggiunto la quota di 21 milioni di modelli.

Le reazioni

"La perdita del Beetle dopo tre generazioni e quasi 70 anni, evocherà emozioni forti fra i suoi fan. Non ci sono però immediati piani per sostituirlo'' ha subito fatto sapere Hinrich Woebcken, numero uno di Volkswagen of America, confermando l'addio alla vettura dopo mesi di rumors, ma aggiungendo poi in maniera maliziosa: “Mai dire mai”.

Una frase che secondo qualcuno lascia aperta la possibilità che la casa di Wolfsburg possa ispirarsi proprio al Beetle per un nuovo modello, magari elettrico.

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