Edoardo Frittoli

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Per la prima volta nella storia della Polstrada due moto con gli occhi a mandorla  sono state consegnate a Milano. Sono le Yamaha Fjr1300 in allestimento speciale, le turismo dal cuore sportivo da oltre 140 Cv per una velocità di punta attorno ai 250km/h.

Anni luce sembrano passati da quando fu istituita la specialità della Polizia Stradale, che nel 1928 si chiamava "Milizia della Strada". Allora le poche e malridotte strade italiane erano pattugliate dalle scoppiettanti Guzzi e Bianchi, con potenze che raramente superavano i 15 Cv e i 90Km/h

La dotazione a due ruote fu esclusivo appannaggio della produzione nazionale con le Guzzi in primis e quindi con le Benelli e le Gilera a seguire. L'unica parentesi forzatamente "straniera" furono i primi anni del secondo dopoguerra quando la Polizia Stradale utilizzò residuati bellici come le Harley Wla o le Norton bicilindriche.

La ripresa industriale segnò nuovamente il monopolio Guzzi, eccetto una breve parentesi Gilera con una versione del "Saturno". Negli anni 50 le monocilindriche Guzzi "Falcone" furono dipinte in rosso vivo, per poi cambiare livrea nel decennio successivo caratterizzato dal grigioverde.

La fine degli anni '60 fu caratterizzata dalle massicce e americanizzanti "V7", per poi cedere il passo negli anni '80 alle V75 e alle 850T sempre della casa di Mandello sul Lario. Nel 2002 la svolta: il mercato delle forniture è aperto alle aziende straniere, e la prima ad arrivare in dotazione alla Polstrada è la Bmw R850, la prima costruita oltreconfine. E oggi Yamaha, la prima moto della Stradale che viene da oltreoceano.

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