Guerra e il divorzio da Luxottica, tre cose da sapere

Il manager pronto all'addio subito dopo le vacanze, ma potrebbe restare fino al 2015. Cavatorta nome caldo per la successione, mentre la politica è pronta ad accogliere l'ex a.d.

– Credits: Andrea Guerra (credits: Matteo Bazzi/Ansa)

Gianluca Ferraris

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Sembra ormai prossimo alla fine uno dei sodalizi più lunghi e produttivi del made in Italy, quello tra la Luxottica e il manager Andrea Guerra. A partire da mercoledì 30 agosto, numerose indiscrezioni di stampa hanno iniziato a segnalare come il rapporto tra Leonardo Del Vecchio, fondatore del popolare marchio di occhialeria, e il suo amministratore delegato di lungo corso fosse giunto al capolinea. Nei due giorni successivi sono arrivate numerose conferme, e anche mercato e analisti hanno cominciato a esercitarsi sulle ipotesi di scenario futuro che attenderanno il brand di Agordo dopo l’addio di Guerra. Ecco qual è il quadro odierno.

I dissidi. Guerra, 49 anni gli ultimi dieci dei quali trascorsi in Luxottica, sarebbe in procinto di lasciare la guida dell’azienda a causa di dissidi con la stessa famiglia Del Vecchio, azionista di controllo del gruppo con il 66,5 per cento del capitale. All’origine della divergenza ci sarebbero alcune scelte strategiche importanti operate dall’a.d. e non condivise, o apprese troppo tardi, dalla proprietà: è il caso delle acquisizioni nel settore retail in Europa dell’anno scorso, ma anche della gestione dell'accordo con Google per i Google Glass , di cui i Del Vecchio sarebbero stati tenuti all'oscuro fino all'ultimo. Altri faìnno notare come il rapporto di fiducia con Guerra avesse iniziato a scricchiolare già lo scorso febbraio, quando il manager lasciò trascorrere molti giorni prima di intervenire per negare un suo interesse a far parte del governo Renzi.

Il divorzio. La separazione, comunque, non dovrebbe consumarsi prima della fine della pausa estiva. Luxottica ha specificato in un comunicato che sono in corso semplici colloqui tra patron e a.d. sul futuro del gruppo ma 24 ore dopo ha convocato un consiglio d’amministrazione straordinario per il primo settembre. Probabile, dunque, che Guerra lasci quel giorno. O che per evitare strappi traumatici, viste le prime reazioni nervose di Consob e Piazza Affari, la transizione sia addirittura più morbida con la remissione del mandato nella primavera del 2015, al momento dell’approvazione del bilancio di questo esercizio. Di sicuro le trattative sulla buonuscita sono già iniziate, e si tratterà di cifre importanti, considerato che il manager guadagna 4,49 milioni di euro l’anno e che, dutrante il suo mandato, ha fatto lievitare il titolo da 14 a 40 euro e il fatturato da 2,8 a 7,3 miliardi. Considerate la liquidazione, la quota importante di stock options in mano a Guerra ed eventuali clausole di non concorrenza, c’è chi ipotizza un bottino finale da quasi 120 milioni.

Il futuro. Cosa succederà adesso? Dopo aver sondato un paio di candidature esterne all’azienda (l'a.d di Autogrill Gianmario Tondato Da Ruos, quello di Campari Bob Kunze-Concewitz e il presidente del fondo Clessidra Roberto Trapani), Del Vecchio e il suo storico braccio destro Luigi Francavilla avrebbero optato per un riassetto interno a Luxottica: il successore di Guerra potrebbe essere Enrico Cavatorta, attuale direttore generale e responsabile finanziario, anche se la società darà mandato alla società di headhunting Egon Zhender per avviare una selezione formale. Per il manager, invece, dopo i tentennamenti di inizio anno  potrebbero aprirsi le porte dell’impegno politico. Se in modo diretto o come carta tecnico che il premier Matteo Renzi potrebbe giocarsi per rassicurare i mercati, ancora non è dato saperlo.

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