La Finanza: Bazoli e una "cabina di regia" guidavano dall'esterno Ubi Banca

Il rapporto alla Procura di Bergamo parla di "spregiudicata indole delinquenziale finalizzata alla commissiome di più delitti"

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Giovanni Bazoli in una foto d'archivio – Credits: GIUSEPPE CACACE/AFP/Getty Images

Redazione

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Una "associazione per delinquere" composta da persone dalla "spregiudicata indole delinquenziale finalizzata alla commissione di più delitti" che agiscono "anche con un discreto margine di autonomia tuttavia sempre subordinato all’approvazione dei promotori e leader: Giovanni Bazoli ed Emilio Zanetti".

Sono queste le conclusioni su Ubi Banca che tracciano gli uomini della Guardia di finanza in un’informativa indirizzata nel dicembre 2015 alla Procura di Bergamo, di cui il settimanale Panorama riferisce nel numero in edicola da domani, giovedì 8 dicembre.

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Due gruppi di potere riconducibili a Zanetti e Bazoli, indicati come "consiglieri di sorveglianza di fatto del gruppo Ubi" avrebbero istituito una "cabina di regia" che avrebbe assunto le decisioni più importanti fuori dagli organi e dalle sedi societarie. Al riguardo, per gli inquirenti è fondamentale un appunto rinvenuto tra i documenti sequestrati a Italo Lucchini, consigliere di gestione di Ubi Banca. Vi si legge che Zanetti "ha aggredito Andrea Moltrasio (presidente del consiglio di sorveglianza di Ubi Banca, ndr) sostenendo che non tollerava più che non venissero rispettati gli impegni assunti per quanto riguarda la nomina del figlio Matteo in Commercio & industria (banca del gruppo Ubi, ndr)".
Lucchini viene messo a conoscenza del bisticcio da una telefonata del notaio Armando Santus (consigliere di sorveglianza di Ubi Banca), dopo la quale lo stesso Lucchini chiama Moltrasio "per rincuorarlo", mentre quest’ultimo gli riferisce che "era riuscito a ottenere dal presidente Polotti (Franco, presidente del consiglio di gestione Ubi, ndr), la nomina di Matteo Zanetti in Commercio & Industria". Ma intanto l’anima bresciana degli azionisti, raccolti nell’Associazione Banca lombarda e piemontese (Ablp) presieduta da Giovanni Bazoli, "ha richiesto una serie di contropartite: la terza riguarda la nomina di Francesca Bazoli non solo nel Banco di Brescia ma anche in Ubis…".

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