Finmeccanica, l'inchiesta e i tre danni economici

Perdita di reputazione, bocciature degli analisti e commesse a rischio: ecco gli effetti collaterali delle indagini sull'azienda controllata dal Tesoro

Finmeccanica_AgustaWestland

Lo stabilimento dell'AgustaWestland, la controllata di Finmeccanica finita nel mirino dei magistrati – Credits: Matteo Bazzi/Ansa

Andrea Telara

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Danni all'immagine, rischio di perdere molte forniture all'estero e una sonora bocciatura del titolo da parte delle case d'affari. Sono diversi gli effetti collaterali subiti dal gruppo Finmeccanica, dopo l'arresto dell'ex-presidente Giuseppe Orsi , coinvolto nello scandalo giudiziario sulle presunte tangenti pagate in India e legate alla fornitura di 12 elicotteri costruiti dalla controllata Agusta Westland. Ecco, in sintesi, le conseguenze che il gruppo controllato dal Tesoro (unica multinazionale  italiana presente su scala globale) dovrà sopportare nei prossimi mesi o anni.

L'ARRESTO DI ORSI

REPUTAZIONE IN BILICO.

Il primo danno che il gruppo oggi diretto da Alessandro Pansa subirà di sicuro è la perdita di reputazione. Non a caso, secondo le indiscrezioni che circolano da qualche giorno, il nuovo amministratore delegato starebbe addirittura pensando a un cambio di nome della società,  per rinnovarne l'immagine. Finmeccanica è oggi una grande multinazionale che, nei primi 9 mesi del 2012, ha registrato un giro d'affari di oltre 12 miliardi di euro, con 44 miliardi di ordini in corso (dall'America all'Asia), 40mila dipendenti in Italia e 30mila all'estero. Buona parte dei ricavi deriva dal settore della difesa, dove le commesse governative sono il punto di partenza per avviare qualsiasi business. L'essere finita in un'inchiesta giudiziaria per corruzione, seppur nella lontana India, è purtroppo un pessimo bighlietto da visita per l'azienda.

COMMESSE A RISCHIO E STRATEGIA INCERTA.

L'effetto più immediato delle indagini giudiziarie si è visto però in India, dove il governo ha avviato le procedure per disdire la fornitura di 12 elicotteri da 750 milioni di euro, costruiti da Agusta Westland. Sul contrinente asiatico, i concorrenti di Finmeccanica sono già pronti a cogliere la palla al balzo e ad approfittare delle difficoltà italiane. In prima fila, per esempio, ci sono le aziende francesi, che a Nuova Dehli  hanno cospicui interessi nel settore aereo. Proprio in questi giorni, il gruppo franco-tedesco Eads (attraverso la controllata Eurocopter) ha firmato un contratto da 40 milioni di euro per vendere al vettore Aviators India una partita di elicotteri Ec 135. Nel frattempo, il presidente transalpino Francois Hollande si è recato di persona nella capitale indiana, accompagnato da una nutrita delegazione di industriali, che hanno sondato il terreno per intraprendere nuovi business nel paese asiatico.

FINMECCANICA: COLOSSO GLOBALE

In questo scenario, purtroppo, Finmeccanica e l'Italia si trovano spiazzate. Sotto la guida di Orsi, infatti, la società aveva messo in cantiere una strategia ben precisa, basata sulla dismissione di attività in alcuni settori ormai collaterali (come quello dei trasporti) per concentrarsi sul comparto areospaziale e su quello della difesa. Ora, con il cambio della guardia ai vertici, questi piani sono messi gravemente a repentaglio, con il rischio però di non essere sostituiti temepestivamente da nuove strategie, che richiedono tempo per andare in cantiere.

IL TONFO DEL TITOLO IN BORSA

LA SCURE DEGLI ANALISTI.

Infine, l'azienda oggi guidata da Alessandro Pansa ha subito una sonora bocciatura da parte delle case d'affari. Le azioni Finmeccanica, che hanno già perso oltre il 18% nell'ultimo mese, sono state infatti messe nel mirino da non pochi analisti, che hanno abbassato di circa il 20% il proprio traget price (prezzo obiettivo). E' il caso degli esperti di Banca Akros che hanno ridotto la valutazione sul titolo da 5 a 4 euro, mettendo in conto l'annullamento dell’ordine di 12 elicotteri in India. Sulla stessa lunghezza d'onda si sono mossi l'ufficio studi di Mediobanca e quello di  Ubs, che ha da poco abbassato da buy (comprare) a neutral il giudizio su Finmeccanica, proprio a causa delle incertezze strategiche derivanti dal cambio di management e dal prossimo appuntamento elettorale. Come se non bastasse, sulla società controllata dal Tesoro si è abbattuta anche la scure dell'agenzia di rating Moody's che, pur confermando la valutazione Baa3, ha ridotto le prospettive sul debito del gruppo da stabili a negative. Con l'aria che tira, insomma, per Finmeccanica rischia anche di diventare molto più difficile far ricorso al mercato dei capitali, per finanziarsi e fare investimenti.

LE INDAGINI SU SAIPEM

LO SCANDALO MPS

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