Marina Salamon e Vilma Scarpino
Aziende

Doxa è diventata grande e cerca alleanze

La società di sondaggi di Marina Salamon ha incrementato il fatturato del 37% in cinque anni. Ora cerca partner con cui fare (forse) il salto in Borsa

Chi segue abitualmente i sondaggi di sicuro ne conosce il nome: Doxa, che in greco antico significa opinione. Ma forse in pochi sanno davvero cosa c'è dietro alle tanto dibattute rilevazioni, agli exit poll o alle ricerche di mercato firmate Doxa. C'è un'azienda che negli ultimi 5 anni, da quando è iniziata la crisi economica internazionale, è andata in controtendenza e ha continuato a crescere.

I bilanci della società parlano chiaro: nel 2011, la Doxa spa aveva un giro d'affari di 29,1 milioni di euro e 160 dipendenti. Oggi, invece, il fatturato ha superato i 40 milioni mentre l'organico è di 246 persone, a cui si aggiungono centinaia di intervistatori free-lance che collaborano con l'azienda sul territorio nazionale. Il tutto accompagnato da un ebitda (margine operativo lordo) attorno all'8-9% dei ricavi. E ora, per il futuro, guarda a nuovi partner con cui allearsi, crescere e chissà, forse un domani approdare sui mercati finanziari. Ma niente fretta.

Impronta femminile
Niente fretta perchè la Borsa non è un obiettivo obbligato, come ha spiegato a Panorama.it la donna che ha creduto in Doxa più di chiunque altro: Marina Salamon, imprenditrice di lungo corso, che controlla il 90% del capitale della società attraverso la sua holding Alchimia (azionista anche di Banca Ifis e del marchio di abbigliamento per bambini Altana). "Il nostro merito è aver puntato soprattutto su due fattori: le risorse umane e l'innovazione generata dall'avvento delle tecnologie digitali”.

E quando Salomon dice "nostro" si riferisce soprattutto a lei e a un'altra donna: Vilma Scarpino, amministratore delegato della società e azionista di minoranza con una partecipazione del 10%.


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Nel futuro di Doxa c'è l'aggregazione con un altro player. O almeno è quanto vorrebbe fare Salamon. "Possibilmente dovrebbe essere un'azienda con un business complementare al nostro" spiega. Sicuramente un passo che l'imprenditrice sente obbligato per un crescita che altrimenti potrebbe faticare a mantenere i ritmi degli ultimi cinque anni.

Obiettivo la Borsa? Non è detto. "Abbiamo le risorse per camminare con le nostre gambe senza la necessità di andare sul listino, italiano o estero che sia" taglia corto Salamon. Se Borsa deve essere non sarà di certo prima dell'alleanza con un'altra impresa. Dunque, c'è un "bel po' di tempo davanti". E ancora migliaia di sondaggi da realizzare.


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