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La banda ultralarga? A Enel, non a Telecom Italia

Il piano del Governo, svelato da La Repubblica, prevederebbe 6,5 miliardi in 5 anni per portare la banda attraverso la rete elettrica

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Cavi di fibra ottica – Credits: Michael Smith/ Getty Images

Restituire al controllo pubblico le grandi reti infrastrutturali di telecomunicazioni, a cominciare da quella futura della banda ultralarga. Sarebbe questo il piano del Governo svelato oggi da La Repubblica che ipotizza anche uno stanziamento da 6,5 miliardi in cinque anni per la fibra ottica. Il tutto avverrà attraverso l'Enel, il colosso elettrico controllato appunto dal ministero del Tesoro. Entro maggio, infatti, l'esecutivo dovrà determinare modalità e quantificazione degli incentivi per costruire la nuova rete.

L'azienda guidata da Starace, nelle valutazioni di Palazzo Chigi, ha le caratteristiche per diventare il candidato migliore per accelerare sulla banda di ultima generazione. Una scelta con una conseguenza: rendere marginale l'attuale rete del soggetto privato Telecom. Enel avrebbe formalmente dichiarato alle autorità competenti la disponibilità a impegnarsi con un progetto in tempi strettissimi: tre anni per raggiungere tutta l'Italia mandando così in soffitta la vecchia infrastruttura in rame e senza reclamare un ruolo nella gestione del servizio.

Il cardine dell'operazione è una recente normativa che consente che il cavo della banda larga possa essere "steso" anche sui tralicci elettrici con la cosiddetta "posa aerea". Una opzione che supera le difficoltà degli scavi e ne comprime i costi. Ma soprattutto consente di raggiungere - come si sottolinea nella lettera all'Agcom - i cosiddetti Cluster C e D, ossia le aree del Paese più sottoposte al digital divide: le zone di montagna, le campagne più isolate. E quindi raggiungere direttamente gli edifici e gli appartamenti con la tecnologia FTTB (fiber to the building) e FTTH (fiber to the home).

La notizia ha portato le prime ripercussioni intanto sulla Borsa dove il titolo Telecom ha perso terreno (-2,3% a metà mattinata). "Riteniamo possa essere una notizia molto positiva per Enel che potrebbe valere 240 milioni di euro di Ebitda (margine operativo lordo) a regime", hanno commentato gli analisti di Equita. "L'aspetto negativo per Telecom Italia sarebbe un'ulteriore difficoltà ad accedere a eventuali finanziamenti pubblici se fosse confermata la linea che il Governo le preferirebbe soggetti parzialmente pubblici come Metroweb e Enel".

Matteo Renzi, dal canto suo, si è limitato (come al solito) a un tweet:

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