3 settembre 1964: i terroristi altoatesini uccidono per la prima volta

La sera di 50 anni fa, di fronte all'ingresso della caserma di Selva dei Molini presso Brunico, cadeva sotto i colpi dei separatisti altoatesini il carabiniere Vittorio Tiralongo.

Edoardo Frittoli

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Dal settembre 1943 alla fine della Guerra, con  l'Operationszone Alpenvorland l'Alto Adige era stato annesso al Reich e retto dal governatore (Gauleiter) Franz Hofer, di salda fede nazista. Durante la sua reggenza molti altoatesini fecero rientro dalla Germania dopo aver esercitato l'opzione concessa da Mussolini in virtù dell'alleanza con il Reich.

Alcuni dei rientrati furono, negli anni nel dopoguerra, tra i fondatori del movimento indipendentista Befreiungsausschuss Südtirol (BAS)

Attorno al leader Sepp Kernschbauer, il movimento andò espandendosi ed organizzandosi in cellule locali. Alla fine degli anni 50, gli indipendentisti passarono dalla propaganda all'azione. Inizialmente gli attentati dinamitardi furono indirizzati alle istituzioni e ai simboli italiani quali scuole e monumenti. Poi, agli inizi del nuovo decennio il BAS alzò ulteriormente il tiro. 

L'apice degli attentati si registrò la notte tra l'11 e il 12 giugno durante i festeggiamenti della "Notte dei Fuochi" per la celebrazione dell'eroe altoatesino Andreas Hofer. Oltre 350 ordigni esplosero in tutta la provincia, ai danni delle linee ad alta tensione e a centrali idroelettriche. Nei pressi di Salorno morì un cantoniere per la detonazione accidentale di un ordigno inesploso. 

La reazione delle autorità italiane fu decisa. Poco dopo i fatti della Feuernacht il ministro Scelba impose il coprifuoco e inviò reparti speciali antiterrorismo di Polizia e Carabinieri. 

Alla vigilia del primo attentato mortale del 3 settembre 1964, i maggiori esponenti del BAS erano stati individuati e condannati. Finì in carcere a Verona il leader Kernschbauer, dove morirà di lì a poco, il 7 dicembre 1964. Il 9 settembre toccò a Georg Klotz, padre della "pasionaria" Eva.

Dopo la repressione e l'incarcerazione di diversi attivisti, la sera del 3 settembre 1964 gli indipendentisti attaccarono per uccidere. 

Presso la caserma dei Carabinieri di Selva dei Molini, due uomini armati attrassero l'unico carabiniere presente, Vittorio Tiralongo. Con un fucile di precisione colpirono il militare che rimase agonizzante sul terreno, mentre i responsabili fuggivano verso il confine austriaco. Era iniziato il triennio del sangue. A meno di una settimana dall'omicidio di Tiralongo, presso Rasun Anterselva fu fatto esplodere un ordigno che investì una camionetta dei carabinieri, ferendone gravemente 5. Il giorno successivo toccò ad un altro militare verso un escalation tra il 1965 e il 1967 che costò la vita a 21 persone tra militari e civili. 

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