Arte & Idee

I migliori illustratori italiani: intervista a Giordano Poloni

Sesta tappa di questo personale viaggio nel mondo dell'illustrazione Made in Italy

Daft Punk

Riccardo Fano

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Le illustrazioni di Giordano Poloni  sono una perfetta sintesi tra stile vintage, efficacia, tecnica e la giusta dose di ironia.

Gli ho fatto le ormai classiche domande e questo è il piacevole risultato, illustrazione dedicata alla rubrica compresa. 


Descrivi il tuo stile.

Narrativo, dalle atmosfere leggere e malinconiche a volte e coloratissimo.


La ricetta per un’illustrazione efficace

A mio parere un'illustrazione, per colpire nel segno, deve avere qualcosa da raccontare. Per fare ciò si deve arrivare ad un punto di sintesi del concetto, racchiuso nell'unico momento della rappresentazione. Nel caso ci si trovi di fronte ad un illustrazione a colori, la scelta e il numero limitato di questi diventa fondamentale.


Qual è stata la prima persona che ha creduto in te?

Difficile parlare di un credere consapevole, visto che non sapevano che ne avrei fatto, ma sicuramente il momento in cui i miei genitori e mio fratello mi hanno regalato una tavoletta grafica è stato il momento in cui ho preso consapevolezza di quello che avrei voluto e potuto fare.


Che consiglio daresti a chi volesse intraprendere questa strada? E quale è stato il consiglio più utile che hai ricevuto?

Io sono molto pigro, quindi predico bene e razzolo male, ma sicuramente consiglio un costante allenamento e sperimentazione. Per riuscire bisogna disegnare e disegnare ancora, prendendo spunto da ciò che ammiri e sviluppando una tua strada personale.

Il consiglio più utile è stato quello di insistere nel cercare uno stile il più personale possibile, cosa che sto ancora facendo.


Capitolo committenti: meglio italiani o esteri?

Esteri. Stiamo comunque parlando di lavoro, e all'estero vieni retribuito molto meglio e più velocemente. Non voglio però escludere di aver lavorato con clienti e persone meravigliose anche in Italia, purtroppo in numero molto minore rispetto agli altri paesi.


Si può vivere tranquillamente facendo l’illustratore?

Si può vivere tranquillamente e molto bene il momento, anche economicamente. Personalmente resto comunque un freelance che deve fare i conti col non sapere cosa possa succedere nel futuro, ma questa è una cosa che riguarda molte categorie, e in positivo, è sicuramente uno stimolo per la crescita personale.


A livello tecnico, quali sono gli step che ti portano ad una illustrazione completa, partendo chiaramente dall’idea o dal brief che ricevi da chi ti ha commissionato il lavoro e quali software utilizzi principalmente?

Per prima cosa cerco di sviluppare il contenuto lasciando che le idee mi vengano in testa senza costringermi troppo, è una sorta di flusso molto incosciente che ha dato spesso buoni risultati. Una volta deciso il soggetto devo pensare alla migliore "inquadratura" per poterlo sviluppare. deciso questo inizio a disegnare la bozza con un pennello, solo contorni, mentre la bozza è ancora incompleta inizio a fare prove di colore per decidere quale sarà l'atmosfera esatta che voglio dare. La fase successiva è quella di aggiungere luci ed ombre per completare il disegno.

Tutto questo lo faccio utilizzando Illustrator, successivamente, per la color correction passo a Photoshop.


Qual è stato, lavorativamente parlando, il “no” che hai ricevuto e che ti ha fatto crescere maggiormente e il “si” che ti ha cambiato la vita?

Di no ufficiali non ne ho ricevuti, sono stati più le non risposte ed i silenzi alle mail a farmi capire che non era ancora il momento e che dovevo crescere ancora.

Per quanto riguarda i sì, ogni sì ti cambia la vita, soprattutto se è un committente nuovo.


Se avessi “carta bianca” cosa ti piacerebbe illustrare?

Tutto quello che mi passa per la testa, dai libri illustrati alle singole illustrazioni. Non ho un soggetto prediletto, anche se mi piacciono molto i paesaggi urbani/metropolitani nei quali inserire dei personaggi per renderli vivi.


Qualcuno ha mai “rubato” una tua illustrazione? Tu l’hai mai fatto?

Che io sappia nessuno mi ha mai rubato un'illustrazione e io nemmeno l'ho mai fatto. Trovo una cosa piuttosto squallida  spacciare il lavoro di altri per tuo, soprattutto se emerge l'incoscienza di credere di poterlo fare senza scoperti.


Che influenze credi abbia avuto il tuo stile e quali sono i tuoi maestri di riferimento?

Influenze cinematografiche e fumettistiche principalmente. Come già detto mi piace molto cristallizzare un momento di una narrazione e realizzarlo attraverso inquadrature particolari. In questo, due arti narrative come quelle citate aiutano molto. 

Per fare qualche nome ti direi, dal mondo della pittura Edward Hopper, dal mondo del fumetto e dell'illustrazione Lorenzo Mattotti, Manuele Fior, Emilano Ponzi e tanti altri che non hanno influenzato direttamente lo stile ma in contesto in generale, uno si tutti Daniel Clowes.


Non potendo più fare l’illustratore, quale sarebbe il tuo piano B?

Tornerei a fare il vecchio lavoro nel campo della pubblicità televisiva o l'animatore grafico.








 
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